Diocesi di Saluzzo
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N. 41 del 30/10/2008  
FESTE
Se Halloween spegne i defunti

Commemorazione dei defunti o Halloween?


Prima di entrare in merito, prendiamoci il tempo per osservare e lasciarci stupire da ciò che sta accadendo. Notiamo anzitutto quanto velocemente questa "nuova" festa sia entrata nelle nostre scuole (sic!), case e ora - senza colpo ferire - bussa ai nostri oratori. Con mio grande stupore, per il secondo anno di seguito diverse mamme mi hanno chiesto con naturalezza se non avessi pensato ad organizzare una serata di festa il 31 ottobre. Riflettendoci con più calma mi pare importante ed utile precisare pacatamente alcune questioni.


Sulle origini di Halloween e sul perché sia così affascinante per i nostri bambini e ragazzi non è difficile trovare notizie e considerazioni interessanti sulle pagine dei giornali del periodo. Fare gli scandalizzati sulla sua origine pagana non aiuta molto e non è atteggiamento cattolico: sappiamo bene che alcune nostre celebr...

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   PUNTATA CUNEESE PER MELAVERDE   
La nicchia del nashi
Raspelli visita la singolare pera

Ormai non è più una novità la proficua collaborazione tra Coldiretti Cuneo e Mediaset, che in più occasioni ha già portato le produzioni nostrane alla ribalta nazionale grazie alla seguita trasmissione tematica "Melaverde", in onda su Rete4 la domenica all’ora di pranzo. Segno evidente che la Granda si conferma terra di rilevante importanza agricola ed enogastronomia, con i suoi prodotti di punta, ma anche con produzioni di nicchia o caratteristiche, com’è stato nelle scorse settimane con la messa in onda della puntata sulla Gallina Bianca di Saluzzo, o come le riprese effettuate la scorsa settimana a Centallo sul nashi.


Una pera asiatica originaria della Cina, coltivata con successo in Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda, giunta anche nel cuneese nel 1988 grazie a Giovanni Oderda di Centallo. Una novità, una via di mezzo tra una pera ed una mela (in realtà non è un incrocio, ma a tutti gli effetti una pera), che all’inizio si pensò potesse avere lo stesso successo del kiwi, ma la cui produzione si arenò (dopo aver raggiunto i 150 ettari coltivati negli anni ’90) per via delle varietà vecchie, con conseguenti problemi nella gestione dei frutteti e nella commercializzazione.


La ricerca e la caparbietà dei pionieri ha però portato alla scelta di varietà più consone, in grado oggi di poter contare su circa 60 ettari coltivati a nashi, con una produzione che si aggira sul migliaio di tonnellate, con ottimi sbocchi commerciali in Italia, all’estero (specie in Spagna) e nel nord Europa. Un frutto dolce, succoso e dissetante, dalla forma di una pera tonda e leggermente piatta, dal ridotto apporto calorico (50 calorie ogni 100 grammi), ricco di sali minerali, in particolare di magnesio, ma anche calcio e ferro, ben tollerato da chi ha problemi di diabete e molto diuretico.


La registrazione della trasmissione, che sarà probabilmente trasmessa il prossimo 9 novembre, è stata effettuata grazie alla collaborazione del saluzzese Gianpiero Sabena, tecnico Catac a Centallo, nelle aziende di Fabrizio e Giovanni Oderda Trybeca e Franco Olivero di Centallo ed a Piozzo, nell’azienda di Franco Romanismo. Sempre a Piozzo, patria del maestro birraio Teo Musso, sono state registrate immagini della trasformazione dei nashi in sidro e come ingrediente di una birra.


oscar fiore


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