Diocesi di Saluzzo
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N. 5 del 04/02/2010  
GIORNATA
La forza della vita

Il 7 febbraio la Chiesa Italiana celebra la 32ª Giornata per la Vita, un appuntamento che invita credenti e non a meditare sul valore e sul significato di ogni vita umana; una riflessione che è nata dopo la legalizzazione dell’aborto (il "genocidio silenzioso" che ha già fatto in Italia oltre 5 milioni di vittime), ma che ogni anno prende spunto anche dall’attualità.


Non poteva quindi mancare nel 2010 una riflessione sul rapporto tra vita e crisi economica: si pensa infatti che il calo demografico sia legato, tra le tante cause che lo possono determinare, anche al diminuito livello economico delle famiglie.


La storia degli ultimi quarant’anni sembra però suggerire il contrario: il declino occupazionale ed economico del nostro Paese da un ventennio segue infatti temporalmente il crollo delle nascite. La denatalità è una delle cause (e non l’effetto) della recessione....

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   L'ANNUNCIO DATO A TORINO   
Padre Ruggero sugli altari?
Presto l'inizio della causa di beatificazione

TORINO - Mercoledì scorso, 27 gennaio, a Torino, una atmosfera commossa e festosa al contempo, accoglieva nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris, sede della Regione Piemonte, i numerosissimi convenuti all’incontro in memoria di padre Ruggero Cipolla, cittadino onorario di Saluzzo. "Un francescano dietro le sbarre", così recitava l’invito, riprendendo il titolo di uno dei libri scritti dal frate, per ben 50 anni cappellano delle carceri torinesi "Le Nuove".


La "delegazione" saluzzese, formatasi in modo spontaneo e amicale, era nelle prime file, accanto ai nipoti, i sigg. Cipolla. Fra gli altri anche il cavaliere ufficiale Maddalena Ambrogio, presidente della sezione saluzzese dell’Anioc, l’associazione degli Insigniti, di cui p. Ruggero faceva parte, essendo Cavaliere di Gran Croce. Al tavolo dei relatori il presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio, Felice Tagliente presidente dell’Associazione "Nessun uomo è un’isola", il biografo ufficiale e storico Secondo Ercole, fra Sereno Lovera, padre guardiano del convento di San Bernardino in Saluzzo, dove p. Ruggero ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, e il ministro Superiore provinciale ofm P. Gabriele Trivellin.


Tutti e ciascuno hanno reso testimonianza per la propria competenza e famigliarità, su padre Ruggero, facendosi portavoce delle migliaia di persone che in situazioni difficili, se non tragiche, quali quelle incontrate e vissute da p. Ruggero nel suo servizio. Un arco lunghissimo di tempo, dai tremendi anni del dopoguerra (1944) sino al 1994, ininterrottamente, sempre e comunque vicino ai condannati a morte, ben 72 (sino al 1947, anno in cui fu abolita in Italia la pena capitale).


Molto significativa la gigantografia esposta nella Sala, con p. Ruggero accanto alla sedia dei condannati alla fucilazione, con il crocifisso che stringevano nelle mani e la benda per gli occhi... Una assistenza che oltre ai prigionieri, si estendeva anche alle loro famiglie, come al personale carcerario; una assistenza che, oltre a quelli spirituali, sapeva declinare anche i valori civili e umani.


"Precursore della figura di moderno educatore delle carceri del nostro paese…" l’ha definito il presidente Gariglio nel suo appassionato intervento. Infatti p. Ruggero si è sempre fatto promotore, riuscendoci, di attività atte a migliorare la qualità del periodo detentivo: dall’organizzare corsi professionali a quelli scolastici, allo sport… Attento al presente, alla salute fisica, psichica e morale, con lo sguardo verso il futuro, il domani, il recupero, il reinserimento. Non per nulla è nata con lui, nel 2005, l’Associazione "Nessun uomo è un’isola", titolo significativo che riprende i celebri versi del poeta religioso inglese John Donne. Infatti nei momenti di solitudine o di depressione, a volte, l’uomo (il detenuto nel caso specifico) si sente come un’isola invece è sempre e comunque attaccato alla terra, al suo passato, alle sue origini, proteso verso il futuro. E questo è stato il Vangelo applicato e vissuto da p. Ruggero, l’apostolato della regola francescana nella sua estensione migliore (come bene ha sottolineato nel suo intervento fra Sereno).


La figura è stata tratteggiata con puntualità e passione dal biografo Secondo Ercole, che cura anche il Museo a lui dedicato presso "Le Nuove" di corso Vittorio a Torino. Ma l’incontro di mercoledì riservava una emozionante sorpresa: sarà avviata la causa di beatificazione di p. Ruggero. «Crediamo fermamente che padre Ruggero lo meriti - ha detto il prof. Ercole - e raccogliamo testimonianze utili a tale iniziativa, ne sono già emerse una ventina».


Il processo sarà seguito dallo storico prof. Valerio Morello, Postulatore e Collaboratore della Congregazione per le Cause dei Santi, già postulatore del padre domenicano albese Giuseppe Girotti. Sue queste parole precognitive: «…Quando venni al carcere delle Nuove per rendere l’estremo omaggio alla sua salma, mi sorpresi a pensare che come postulatore avevo avuto una ben singolare fortuna: tutti i miei colleghi si sono sempre occupati della canonizzazione dei Santi ormai defunti. Dio, nella persona di P. Ruggero, mi ha dato l’opportunità di conoscerne uno quando era ancora in vita!».


maria grazia gobbi


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