Diocesi di Saluzzo
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N. 30 del 29/07/2010  
VACANZE
Occasioni d'incontro

Il "Corriere di Saluzzo" va in ferie. Permettetemi di approfittare dell’occasione per ringraziare il "Corriere" della preziosa opera di informazione che fa ogni settimana. Dare informazioni significa condividere conoscenze, suscitare riflessioni e confronti e quindi creare legami. Qualche anno fa un autorevole sociologo faceva notare che viviamo in una società in cui i rapporti interpersonali si fanno sempre più deboli, siamo come coriandoli, pezzettini di carta senza continuità con gli altri pezzettini che ci stanno accanto. Forse si tratta di un’analisi un po’ troppo severa, ma è indubbio che rischiamo di perdere di vista chi ci sta accanto. Inviamo milioni di sms ma talvolta non sappiamo più sorridere, non sappiamo più esprimere, e cogliere, le mille sfumature di una parola, di un gesto, di un cenno.


Ritengo che le settimane di riposo possano avere anche questo scopo: ritrovare un po’ ...

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   INTERPELLANZA A SALUZZO   
Via quel pugno nell'occhio
Obiettivo sulla casa popolare di San Giovanni

SALUZZO - "Una porzione di fabbricato che rappresenta un pugno nell’occhio per i turisti e non solo". Si posa sul centro storico l’occhio vigile della minoranza, che attraverso un’interpellanza presentata da Aldo Terrigno (Polo Civico), Elena Lovera e Franco Demaria (Centro Popolare) in vista del consiglio del 29 luglio, si concentra sul fabbricato di San Giovanni confinante con l’ex Noviziato, parte integrante del complesso storico ecclesiastico fino agli anni ’80, quando fu riservato all’edilizia economica popolare e assegnato a 6 famiglie saluzzesi.


Un cambio di destinazione d’uso che coincise con il piano di recupero delle unità abitative che comprendeva anche altri edifici illustri, come il Gianotti (la cui ristrutturazione non fu mai terminata causa gli ingenti fondi che sarebbero serviti per rimettere a nuovo l’edificio) e Casa Pellico.


A disturbare in particolar modo la vista sulle case popolari di proprietà comunale, secondo i firmatari, sono la scala esterna in ferro di accesso al primo piano, completamente arrugginita, e le facciate esterne che non risultano sistemate definitivamente e tinteggiate.


«Chiediamo che si proceda alla riqualificazione formale come previsto dal piano regolatore – spiega Franco Demaria – in analogia a quello realizzato per il convento di San Giovanni. In futuro il caseggiato potrebbe essere utilizzato come anello di congiunzione tra casa Cavassa e San Giovanni, magari spostando le famiglie residenti in via Barge». Una proposta di recupero lungimirante che ci auguriamo sia presto estesa anche ad altri fabbricati della città come il Falcone o il centralissimo Fassino che sono quotidianamente sotto gli occhi di chi arriva a Saluzzo, e non solo dei futuri facoltosi clienti del nuovo Resort di San Giovanni.


fabrizio scarpi


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