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«Rafforzare la pastorale missionaria»


CONCLUSA LA PRIMA VISITA PASTORALE - Il Vescovo traccia un bilancio

Giovedì 5, Gennaio 2012
in  Vita Ecclesiale



SALUZZO- Con la solenne concelebrazione di domenica 18 dicembre scorso si è conclusa la Visita pastorale del Vescovo nella Vicaria di Barge e Bagnolo. Si tratta della prima tappa di un percorso che porterà mons. Giuseppe Guerrini ad incontrare nei prossimi mesi tutte le realtà della Diocesi di Saluzzo.


Quale bilancio si sente di fare dopo questa Visita pastorale?


La visita è appena incominciata e quindi è prematuro fare un bilancio. Posso dire che sono stato accolto molto bene. I parroci hanno organizzato al meglio i diversi incontri. Ho apprezzato molto la accoglienza cordiale e fraterna dei preti.


Prima della Visita ebbe a dire che il Vescovo viene 'non per controllare', ma 'per incoraggiare nel cammino della vita cristiana'. Come ha portato questo messaggio tra la gente di Barge e Bagnolo?


Sono convinto che i preti non abbiano bisogno di essere controllati, ma di essere incoraggiati. In questo tempo di profondi cambiamenti è facile che il prete viva con angoscia la difficoltà di annunciare il vangelo e la constatazione che molti sono indifferenti nei confronti della fede cristiana. C'è quindi bisogno di ripensare con coraggio e fiducia il modo di essere pastori. Ma anche tutti i cristiani hanno bisogno di essere incoraggiati. D'altra parte il messaggio di Gesù fin dall'inizio è stato definito Vangelo, cioè bella-notizia, parola bella e affascinante. Il problema serio è annunciare, cioè fare arrivare a tutti questa proposta.


Come è stato accolto il Vescovo dalle comunità?


Con grande cordialità unita a grande rispetto. Mi pare che si sia molto disponibili ad ascoltare, mentre ho notato più difficoltà a parlare, a interrogare e a proporre.


Ragazzi, giovani, adulti, anziani ed ammalati. Il Vescovo ha incontrato tutti. Quale sensazione ne ha ricavato?


Purtroppo non è vero che abbia incontrato tutti, ma solo coloro che sono la parte più attiva della comunità cristiana. Più precisamente ho incontrato molti bambini della scuola elementare (forse l'80/90% - escludendo i cinesi che in alcune classi superano il 20%). Ho incontrato anche molti ragazzi delle medie (60/70%) ma pochi giovani (5-10%). Ritengo che siano percentuali che, con qualche variazione in più o in meno, valgano per tutta la diocesi e forse per tutta l'Italia. Dobbiamo renderci conto che nella vita pastorale ordinaria giungiamo ad una minoranza della popolazione. Mi pare che manchiamo di una pastorale 'missionaria', ma anche questa è un'osservazione che vale per tutta la Chiesa italiana e per tutta la Chiesa saluzzese.


Proprio per queste difficoltà ho apprezzato il servizio generoso e paziente delle catechiste e l'impegno appassionato di molte famiglie nell'educare alla vita buona del Vangelo.


Ho incontrato anche molti malati, sia nelle loro case, sia nelle strutture di ricovero. Ho ammirato la grande sensibilità e lo zelo dei preti; sono stato edificato dalla disponibilità, talvolta eroica, di molti familiari che assistono i loro cari ed anche del personale (amministratori, operatori socio-sanitari e volontari) delle case di riposo; sono stato edificato dalla fede coraggiosa e serena di molti malati e anziani.


A Barge e Bagnolo risiedono migliaia di cinesi. Ha avuto modo di 'contattarli' durante la sua Visita pastorale?


E' una realtà molto chiusa, quasi impenetrabile. Vi è qualche iniziativa per avvicinarli (scuola di italiano nei locali parrocchiali a Bagnolo), vi è disponibilità ad accoglierli (qualche ragazzo si affaccia in oratorio). Ritengo che sia molto importante la testimonianza che stanno dando i cristiani e che condiziona il giudizio che gli immigrati cinesi si stanno facendo della religione cristiana. Sono anche convinto che saranno molto importanti e delicati i prossimi anni, quando molti giovani cinesi che stanno frequentando le nostre scuole avranno gli strumenti linguistici e culturali per dialogare con noi e con il nostro mondo.


Una Vicaria con 14.000 abitanti e 6 sacerdoti in servizio, di cui due prossimi alla soglia dei 75 anni. Quale sarà il futuro pastorale di queste comunità?


C'è la necessità urgente di valorizzare tutte le vocazioni laicali. Pastorale non significa necessariamente 'clericale'. Tra venti anni la Chiesa dovrà organizzarsi in modo profondamente diverso. Vedo questa sfida come una grande opportunità per la Chiesa.


Durante la Visita ha anche incontrato le amministrazioni comunali. Sebbene entrambe in scadenza, cosa hanno chiesto al Vescovo e cosa il Vescovo ha detto loro?


Sono stati incontri sereni ma anche seri, cioè densi. Ho detto che la Chiesa non ha pretese egemoniche ed è a servizio del bene-essere di ciascuno e di tutti, cioè del bene comune. Lo fa soprattutto proponendo l'attenzione alla dignità della persona (di ogni persona) e alla dimensione sociale del vivere (non fermarsi all'io ma tendere al noi). Ho incontrato anche i diversi gruppi di volontariato che sono già molto sensibili a queste prospettive. La Chiesa puó dare un contributo serio sul piano della motivazione al servizio.


Conclusioni...


La visita pastorale non deve giungere a conclusioni, ma essere uno stimolo a continuare l'annuncio e la testimonianza del Vangelo, che nelle nostre terre viene vissuto da almeno mille anni. Quante visite pastorali si sono succedute! Ognuna ha dato il suo piccolo contributo, ma nessuna è stata la parola definitiva, perché la Parola di Dio è una realtà viva, che deve continuamente essere incarnata in un mondo che continuamente cambia. Proprio per questo dobbiamo aprirci alla fiducia, conclude mons. Giuseppe Guerrini.


Terminata dunque la Visita pastorale nella Vicaria di Barge e Bagnolo per mons. Guerrini è già alle porte il prossimo impegno. Nei mesi di gennaio e febbraio è in programma la Visita pastorale nella Vicaria della Valle Po.


daniele isaia

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