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É Vicario giudiziale


DON ETTORE SIGNORILE NOMINATO DAI VESCOVI - Ai vertici del Tribunale ecclesiastico

Giovedì 31, Gennaio 2008
in  Vita Ecclesiale



SALUZZO- Don Ettore Signorile, 49 anni, Cancelliere della Curia vescovile e parroco-abate di Staffarda, è il nuovo Vicario Giudiziale presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Piemontese.


La nomina è stata firmata dal Moderatore del Tribunale Ecclesiastico, il Cardinale Arcivescovo di Torino Severino Poletto, che è anche presidente della Conferenza Episcopale del Piemonte e Valle D'Aosta, proprio su indicazione dei Vescovi, riunitisi nell'assemblea della Cep lunedì 28 gennaio.


Il provvedimento si è reso necessario in seguito alla dimissioni, per seri motivi di salute, rese dal Vicario Giudiziale in carica, can. Giovanni Carlo Carbonero.


Si premia per don Ettore Signorile il percorso che da 18 anni lo vede impegnato negli ambienti del Tribunale Ecclesiastico Regionale Piemontese. Nel settembre 2003 venne nominato Vicario Giudiziale Aggiunto ed ora, con la nomina a Vicario Giudiziale, raggiunge il vertice del Tribunale Ecclesiastico Regionale.


«Ho accettato con non poca trepidazione questo incarico, ma credo fermamente nella funzione del Tribunale Ecclesiastico che considero un aiuto nella ricerca della verità per una valutazione seria di atti importanti della vita, come il matrimonio e in particolare di quei matrimoni che non hanno avuto un'evoluzione positiva. Credo, inoltre, che il Presidente del Tribunale, chiamato nell'ordinamento canonico Vicario Giudiziale, in quanto agisce in nome e per conto dei Vescovi, abbia essenzialmente - come ogni potestà vicaria - un compito di servizio e come tale intendo vivere questo arduo impegno. Un servizio alla Chiesa e agli uomini, perché l'uomo 'vivente' è la gloria di Dio come insegna S. Ireneo...» spiega don Ettore Signorile.


La presentazione ufficiale avverrà in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Regionale Piemontese, il prossimo 8 marzo.


«Nel linguaggio comune, come si parla erroneamente di 'annullamento' così si mette in relazione ogni causa di nullità matrimoniale con la Rota Romana e magari la si chiama ancora 'Sacra Rota'; in realtà solo pochissime cause giungono al Tribunale del Papa che essendo tribunale apostolico per tutti i fedeli del mondo è disciplinato da regole sue proprie. Normalmente si verifica quando è richiesto un terzo grado di giudizio, cioè quando i primi due gradi sono giunti a conclusioni divergenti. Per le cause di nullità matrimoniale sono competenti dal 1938, con il decreto 'Qua cura' i Tribunali regionali. Le cause giudicate in prima istanza dal Piemonte passano in seconda istanza al Tribunale Regionale Lombardo. A sua volta il Tribunale Pedemontano è di seconda istanza per il Tribunale Ligure» aggiunge don Signorile.


Lei ha avuto modo di sottolineare più volte l'importanza del Tribunale Ecclesiastico nella vita della Chiesa, rilevando una sempre maggiore attenzione da parte dei Vescovi. É un percorso ormai completato o si puó fare ancora di più?


«L'opera pastorale preziosissima, che i Tribunali ecclesiastici svolgono, ha trovato in questi anni un grandissimo sostegno anche economico da parte dei Vescovi italiani, e i Vescovi piemontesi hanno fatto altrettanto e di più, cogliendo l'operato del Tribunale Regionale all'interno di una autentica e non semplicistica pastorale famigliare. Certamente da parte del Tribunale si puó e si deve fare di più, per corrispondere adeguatamente all'impegno dei Vescovi e rispondere sempre più velocemente alle attese dei fedeli. Il fedele che chiede l'intervento del Tribunale Ecclesiastico s'impegna a collaborare in una analisi di se stesso e della decisione matrimoniale e si affida con umiltà al giudizio della Chiesa. C'è in gioco il diritto fondamentale del fedele ad avere un giudizio della Chiesa sul proprio vissuto matrimoniale, ma stiamo attenti, questo giudizio non è scontato, perché iniziare una causa di nullità non significa avere diritto ad una sentenza affermativa» sottolinea il nuovo Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale.


Da ultimo, come sarà possibile conciliare il nuovo ruolo di vertice del Tribunale con il ministero di parroco, con la funzione di Cancelliere Vescovile e con altri incarichi pastorali-amministrativi in diocesi?


«Certamente mi vedo costretto dalle nuove incombenze a rinunciare a molti degli incarichi da lei accennati. Manterró sicuramente la mia presenza pastorale nella piccola comunità di Staffarda e la mia collaborazione nelle grandi parrocchie di Revello, congiuntamente all'insegnamento presso lo Sti. Per il momento non voglio pensarci, perché sono decisioni che si devono prendere in obbedienza al proprio Vescovo» conclude don Ettore Signorile.


La nomina di don Signorile a Vicario Giudiziale è stata accolta con comprensibile soddisfazione nella Curia Vescovile di Saluzzo.


«Come Vescovo di Saluzzo sono contento e lusingato di avere un mio prete che assume un incarico così importante e di prestigio al tempo stesso. Quello del Vicario Giudiziale, in un Tribunale importante come quello piemontese, che è Tribunale di primo grado per il Piemonte e di seconda istanza per la Regione Conciliare Ligure, è un ruolo delicato. Il mio augurio per don Ettore è che questo servizio al quale è stato chiamato possa essere proficuo. Le sue indubbie capacità organizzative gli permetteranno di svolgere il lavoro nella fedeltà in questo particolare ambito ministeriale della Chiesa, che riguarda appunto l'aspetto giudicante. Si tratta di un servizio pastorale importante che, sono certo, don Ettore Signorile saprà svolgere con la dedizione e profusione di impegno che lo contraddistinguono» ha commentato il Vescovo mons. Giuseppe Guerrini.


daniele isaia

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