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2010: la diocesi a Loreto


PELLEGRINAGGIO DAL 24 AL 27 AGOSTO - Ad un anno dal Giubileo del 2011

Giovedý 7, Gennaio 2010
in  Vita Ecclesiale



SALUZZO - 'Hic verbum caro factum est'. Sono le parole che si leggono sulla facciata d'ingresso della Santa Casa di Loreto. Esse balzano agli occhi dei pellegrini e dei visitatori che, entrati nella grande basilica, si ritrovano all'improvviso dinanzi alla piccola casa di Nazaret che li accoglie con queste semplici ma, allo stesso tempo, 'straordinarie' parole: 'Qui il Figlio di Dio si è fatto uomo'.


Sebbene fosse l'aspirazione di ogni donna ebrea quella di divenire madre, al fine di poter generare il Messia, lungamente promesso ed atteso, la profonda umiltà di Maria non le permetteva d'immaginare che Dio si sarebbe potuto servire proprio di Lei per dare compimento a tutte le antiche profezie. Invece tra quelle mura avvenne, tramite il messaggero celeste, il grande incontro tra Dio e Maria.


Esse hanno udito quel saluto così inusuale e totalmente nuovo: 'Rallegrati Maria piena di grazia, il Signore è con te', sono state testimoni di quella promessa: 'Lo Spirito santo ti avvolgerà con la sua ombra... colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio', hanno atteso intrepide- come c'insegna in uno splendido suo scritto il gran S. Bernardo- la risposta, il sì della Vergine che ha reso così possibile l'Incarnazione del Figlio di Dio.


La Casa di Maria e di Gesù è stata luogo di venerazione per i cristiani di ogni tempo, fin dai primi secoli. Con la salita al trono dell'imperatore Costantino e la successiva 'libertà di culto' data ai cristiani (Editto di Milano del 313), intorno alla casetta fu innalzato un Tempio grandioso. Passarono i secoli e durante l'invasione musulmana la bella basilica fu distrutta. Si salvó unicamente l'antica casetta.


Il 10 maggio 1291 l'edificio fu rinvenuto in Dalmazia ed il Vescovo del luogo, Alessandro di Giorgio, insieme al Governatore Nicola Frangipane, avvisati dell'accaduto, inviarono dei messaggeri in Palestina. Questi avevano il compito di constatare se quel piccolo edificio fosse veramente la Santa Casa che, fino ad allora, si era trovata a Nazaret. Giunti sul posto essi videro in Galilea le fondamenta da cui era stato staccato l'edificio ora presente in Dalmazia. Opera dei Crociati, di una famiglia di nome De Angelis o degli Angeli stessi?


Diverse sono state nei secoli le ipotesi e le interpretazioni che, con i recenti studi archeologi, fanno coincidere le mura perimetrali della Santa Casa con la 'grotta' esistente a Nazareth nella cripta della attuale Basilica. Sta di fatto che tre anni e mezzo più tardi la Santa Casa fu ritrovata in Italia, in mezzo ad un bosco di aceri, nel territorio di Recanati in un primo momento, e in quello di Loreto, successivamente.


Loreto sorge su di un colle a circa 27 km. da Ancona, in vista al mare e dal quale si scorge una buona parte della costa adriatica, i paesi di Recanati e di Castelfidardo insieme a tanti altri borghi e ville che danno luogo ad un vario ed attraente panorama.


La Basilica attuale si deve all'iniziativa di Papa Paolo II che la fece erigere in segno di gratitudine per essere stato miracolosamente guarito dalla Madonna, quando, da Cardinale andava a Roma per il Conclave. Non si conosce l'autore dell'insieme del progetto. Si sa che del Sangallo è la cupola e del Bramante molte cappelle.


Anche la nostra diocesi di Saluzzo, il cui cinquecentesimo dell'erezione è ormai imminente (1511-2011), ha una piccola pagina di storia collegata con il santuario di Loreto. Pare, infatti, che il Beato Giovanni Giovenale Ancina, fosse proprio in pellegrinaggio a Loreto nel momento in cui il Papa lo scelse come Vescovo di Saluzzo ed ivi lo raggiunse la notizia.


Ed è verso questo luogo santo che la nostra diocesi si rimetterà ancora una volta in cammino. Tre sono stati i Pellegrinaggi diocesani in questi ultimi decenni che hanno avuto come meta Loreto: il 1° guidato dal Vescovo mons. Sebastiano Dho, a fine anni '80, con la partecipazione di oltre 500 pellegrini; altri due, di cui l'ultimo nel 2002, con mons. Diego Bona insieme a pellegrini, ammalati, barellieri e sorelle dell'Unitalsi diocesana di Saluzzo.


Anche nell'agosto 2010 sarà questa benemerita associazione che metterà a disposizione della nostra diocesi personale, mezzi e capacità per avvicinarci a quel luogo nel quale il Figlio di Dio si è fatto uomo 'per noi uomini e per la nostra salvezza'.


Mi permetto dunque d'invitare le parrocchie della diocesi ed i cristiani di buona volontà a privilegiare la partecipazione a questo pellegrinaggio che sarà di carattere diocesano, presieduto dal nostro Vescovo mons. Giuseppe Guerrini e che, ad un anno appena dal Giubileo diocesano del 2011, avrà la caratteristica di 'Affidamento a Maria del Giubileo stesso'.


La data del Pellegrinaggio è la seguente: 24-27 agosto. Le iscrizioni potranno essere effettuate presso l'Ufficio Pellegrinaggi diocesano di corso Piemonte, 56 (tel. 0175-248745) oppure presso l'incaricata dell'Unitalsi Monge Pasero Vilma (Negozio 'La Lampada' via Spielberg 5- Saluzzo- Tel. 0175-42631).


Il viaggio, nell'impossibilità di usufruire, come si faceva in passato, dei treni speciali per gli ammalati, avverrà quest'anno tramite un servizio di pullman specializzati (per gli ammalati con carrozzella).


don roberto salomone assist. dioc. unitalsi

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