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A proposito di buon gusto


Giovedì 28, Maggio 2015
in  Leggere con gusto


Che cos'è il gusto? Valeriano Bozal dice che è 'uno dei concetti più ambigui dell'estetica, oltre che uno dei più usati e di più ampia estensione, che designa le preferenze di una collettività e di un individuo.


Giorgio Agamben nel suo recente omonimo libello ne discute a livello filosofico e sottolinea come sia stato pensato da sempre come senso inferiore da opporre ai due sensi più nobili e teoretici, la vista e l'udito. Brillat Savarin ne la Fisiologia del gusto affronta l'argomento dalla sua angolazione di gourmet raffinato: Il gusto sembra avere per lui due funzioni principali: la prima che, attraverso il piacere, ci invita a compensare le perdite incessanti che subiamo ad opera della vita; la seconda che, tra le varie sostanze che offre la natura, ci aiuta a scegliere quelle più atte a servire da alimento. I pensieri di Brillat ci introducono in un mondo dove il gusto è una sorta di deus ex machina, che guida le nostre azioni e influisce sui nostri pensieri, che agisce sulla psiche affiancato da dei minori quali i sapori e gli odori. Da questo cocktail ben misurato, nasce quel senso di benessere che pervade il corpo dopo un buon pasto. Isabel Allende nel suo Afrodita compie una sorta di percorso culinario tra i sensi che diventa un viaggio alla ricerca del tempo perduto e del tempo ritrovato. I vari sensi vengono presi in considerazione sia nella loro funzione erogena, sia come complemento dell'arte culinaria: la vista poiché ' il cibo, come l'erotismo, entra dagli occhi' e puó essere un buon complemento alla visione del corpo desiderato (meglio velato che nudo), facilitandone l'approccio; l'olfatto si lascia accarezzare dall''inebriante' profumo di cannella, o dall'aroma stordente dei chiodi di garofano, l'udito è coinvolto dal magico suono della voce, il tatto e il gusto, infine, sebbene appaiano scontati, rappresentano i principi cardine dell'erotismo gastronomico o della gastronomia erotica rappresentando il perfetto connubio tra il piacere di gustare e quello di toccare. Isabel Allende ci introduce nel suo mondo attraverso 'la consolazione del riso al latte', una portata che ci riporta al mondo dell'infanzia. Lasciate a bagno il riso nell'acqua tiepida per mezz'ora, scola telo, fatelo bollire nel latte con il bastoncino di cannella fino a quando sarà morbido (più o meno per mezz'ora), poi unite lo zucchero e la scorza di limone e lasciate bollire piano a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto per non farlo attaccare fino a quando si sarà asciugato. Mettetelo in un piatto di portata, lasciatelo raffreddare in frigorifero e prima di servirlo copritelo con un velo di cannella in polvere.


Questo sì che è buon gusto.

 

cetta berardo

 

 

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