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A tu per tu con i lupi


UNA FOTO DI ENRICO TESTA

Venerdì 29, Gennaio 2016
in  Attualità e Cultura


Enrico Testa é un cacciatore pacifico che appena puó salta in macchina e parte per la valle Varaita: armato di macchina fotografica, teleobiettivo e soprattutto di uno sguardo da lince per cogliere paesaggi, scorci, tramonti, cieli stellati e riflessi nell'acqua. E per avvistare e 'catturare' animali selvatici.
L'ultima preda del provetto fotografo amatoriale sono due lupi ritratti in una delle valli Saluzzesi: mercoledì 27 gennaio Enrico ha pubblicato su facebook alla pagina Monviso Wildlife il fortunato scatto a distanza ravvicinata accompagnato dalla frase 'Ragazzi... Sono tanto felice!' aggiungendo subito dopo: 'Non dico a nessuno dove l'ho scattata... Ma è sulle nostre montagne'.
Insomma Enrico, tu stai con i lupi?
«Non è che 'sto' con qualcuno... Ma penso che il lupo sia per le greggi un pericolo tanto quanto lo è un burrone: c'é. Eliminare i lupi per proteggere le greggi sarebbe come asfaltare i sentieri per proteggere gli escursionisti. Purtroppo si parla  del lupo sempre per estremi, senza molto buon senso e per luoghi comuni».
Se ti sentissero i pastori ai quali il lupo ha ucciso le pecore...
«Le greggi si proteggono con i cani e con la presenza, ma purtroppo sempre più spesso si ha l'abitudine di lasciare gli animali incustoditi in montagna. E il lupo, giustamente, ringrazia. È un po' come se in pianura lasciassi il pollaio aperto, la volpe ci metterebbe un attimo. I margari che mi conoscono sanno come la penso: non ho nulla contro il fatto che difendano le loro bestie, ci mancherebbe... Ma ogni volta che trovo animali abbandonati a se stessi senza neppure i cani allora penso che se la cerchino. I tempi sono tornati quelli di una volta, bisogna stare più attenti».
Quanto ti sei avvicinato per scattare questa foto?
«L'ho scattata da vicino, fra i 30 e i 50 metri al massimo. Ho usato un 'super cannone', un teleobiettivo da 600 mm. Ma ció che conta non è tanto la lente quanto gli animali: con il vento a favore ed approfittando delle asperità del terreno sono riuscito ad avvicinarmi dal punto di osservazione per oltre 500 metri, fino ad arrivare a poche decine di metri dai lupi. Nonostante fossi mimetizzato con abbigliamento e telo, i due animali si sono accorti di qualcosa, hanno cominciato a guardare verso di me. La femmina era irrequieta ed ha iniziato a camminare avanti e indietro con la coda fra le zampe, finché si sono allontanati al piccolo trotto continuando a voltarsi. Il tutto è durato una decina di minuti. Mi sono alzato solo quando non avrebbero più potuto vedermi per non spaventarli...»
Non hai avuto paura? In questo caso, e più in generale quando vai da solo in alta montagna?
«Chi conosce i lupi li rispetta ma non li teme. Il lupo c'è, si avvicina all'uomo con circospezione, come accade da sempre. Nei paesi cerca nelle immondizie qualcosa da mangiare, eppure fa meno danni di cinghiali e caprioli. Ma ha una fama 'sbagliata' e che sarebbe bello tentare di migliorare».

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