DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE        Via Parrà, 9 - 12037 Saluzzo (CN) - Tel. 0175.42556 - Fax. 0175.43440

A fianco del Papa


PADRE FEDERICO LOMBARDI - Le radici droneresi del nuovo portavoce vaticano

Giovedì 31, Agosto 2006
in  Vita Ecclesiale



Padre Federico, ben tornato a Dronero. Villa Emma è un po' un ritorno alle sue radici. Quali bei ricordi conserva dei suoi nonni e dei loro otto figli?


«Si trattava di una famiglia straordinaria, molto unita e fondata su una fede cristiana molto profonda. I nonni erano certamente delle personalità di grande rilievo, sia dal punto di vista umano, sia da quello cristiano. La nonna morì quando ero molto piccolo, perció la ricordo poco, anche se ne ho sempre sentito parlare con molta ammirazione. Pur avendo una famiglia numerosa da seguire era colta e sensibile, era stata fra le fondatrici dell'Azione Cattolica femminile in Italia e di varie attività per la donna e l'infanzia. Il nonno lo ricordo come un grande patriarca, molto rispettato e amato da tutti. Era stato un illustre scienziato elettrotecnico, professore in diverse università. Conoscendo il tedesco, durante la resistenza aveva assistito l'Arciprete di Dronero, don Raviolo, nei suoi interventi presso i tedeschi, per salvare diversi ostaggi e partigiani. Quando negli ultimi anni stava sulla sedia a rotelle, noi ragazzi eravamo molto onorati e facevamo a gara per poterlo spingere o tirare sulle strade in salita: avevamo legato una lunga corda alla carrozzella per poterlo tirare insieme in quattro o cinque e lo facevamo con molta allegria: è uno dei ricordi più belli della mia adolescenza. Io ero il più piccolo dei suoi nipoti, e passavo molto tempo a fare dei lavoretti in un ambiente che lui aveva voluto attrezzare come falegnameria e che io ero praticamente l'unico ad utilizzare. Questo gli faceva molto piacere, mi incoraggiava molto e mi diceva che da grande sarei stato un buon ingegnere, come lui. I sette fratelli (l'ottavo era morto neonato) della generazione di mio padre si sono sempre voluti molto bene fra loro, erano evidentemente stati educati a una grande onestà e a un grandissimo impegno umano, civile e cristiano, tanto che i loro cugini li chiamavano scherzosamente 'i sette perfettini'. In realtà, ognuno di loro ha avuto una buona riuscita nel campo in cui si è impegnato, ma più con atteggiamento di servizio alla società o alla Chiesa che per ricerca di successo. Tutto questo a me da ragazzo sembrava normale e naturale, ora mi rendo conto meglio di quanto devo ringraziare il Signore per la famiglia che ho avuto».


Quali ricordi dei suoi cari genitori?


«Potrei dire naturalmente moltissime cose, ma mi fermo su quelle che a distanza di anni mi sembrano alla fine le più caratteristiche. Mio padre pensava e parlava sempre bene degli altri. Mi sembra di non ricordare neanche una parola dura nei confronti di qualcuno, anche se di idee o posizioni diverse. Mia madre era completamente dedicata, con grande amore, alla sua famiglia, ai figli e poi ai nipoti ed era perfettamente contenta di far questo, non ha mai pensato di doversi 'realizzare' in un altro modo, neanche per un minuto. Probabilmente molte buone mamme sono state e sono così. Qualche volta ho l'impressione che oggi questo diventi un po' meno frequente. Certo, i tempi e le situazioni cambiano e ci possono essere giustamente modi diversi di vivere la condizione femminile. Ad ogni modo io sono sicuro di essere stato sempre molto amato, anche dopo che ero andato via da casa, e anche ora che lei è in Paradiso, e sono molto grato di aver avuto la mamma che ho avuto».


Abbiamo parlato sul Corriere di suo zio Padre Riccardo Lombardi in occasione del 25° anniversario della sua morte recensendo la pubblicazione di una sua biografia scritta da Enzo Caruso e Raffaele Jaria.


Lei ha qualche ricordo particolare di lui, conosciuto come 'Il microfono di Dio' e collaboratore di fiducia di Pio XII°?


«Lo 'zio Riccardo prete'- come dicevamo da ragazzi- io l'ho conosciuto poco nei tempi della sua grande predicazione. Ho avuto più occasioni di incontrarlo quando era anziano e infermo, perché allora eravamo ambedue a Roma. È stato certamente un uomo posseduto dalla passione di annunciare Gesù Cristo e il Regno di Dio, di rendere la Chiesa più fedele al Vangelo nelle sue strutture e nelle sue attività, e per questo ha sempre parlato con grande franchezza anche a costo di attirarsi critiche e opposizioni. Peró il ricordo personale più vivo che ho di lui è quando era malato e aveva anche dei periodi di confusione mentale, per cui non poteva celebrare la messa da solo; allora io e altri andavamo a concelebrare con lui nella sua stanza. Appena cominciavo con il segno della croce, sembrava che si risvegliasse e seguiva la messa concelebrando senza il minimo errore: allora ho capito che era veramente un sacerdote nel profondo del suo cuore e della sua mente».


Siamo sempre in famiglia. Ora a lei un terzo incarico: prima direttore della Radio poi del Centro Tv e ora della Sala Stampa vaticana e quindi portavoce del Papa Benedetto XVI. Incarichi prestigiosi e di grande responsabilità. Quali saranno i suoi compiti? La vedremo al seguito del Papa nei suoi viaggi?


«Onestamente devo ancora capire bene come posso mettere insieme tutti i compiti che mi sono stati affidati. Devo imparare e sperimentare. Per fortuna la Radio Vaticana e il Centro Televisivo li conosco già, rispettivamente da 15 e 5 anni. Inoltre posso contare su ottimi collaboratori che conoscono bene il lavoro da fare. Quanto a questa ultima nomina, io preferisco dire che il Papa non ha bisogno di un 'portavoce', perché sa parlare molto bene lui stesso, e lo fa in modo abbondante, frequente e chiaro, cosicché non c'è molto da spiegare o da aggiungere. Preferisco dire che sono il 'Direttore della Sala Stampa', cioè che devo svolgere un servizio per aiutare i giornalisti e gli informatori a dare una buona informazione sul Papa e sulla Chiesa. Devo fornire loro testi e documenti attendibili, comunicati ufficiali, occasioni di approfondimento (ad es. conferenze stampa su nuovi documenti ecclesiali o su eventi importanti...), rispondere a loro domande di chiarimento o dubbi, ecc. L'esperienza e i buoni consigli degli altri mi aiuteranno a trovare la strada.


Naturalmente se troveró i modi concreti per sviluppare la collaborazione fra le diverse realtà che mi sono affidate, lo faró volentieri, infatti anche se le funzioni sono diverse lo scopo è lo stesso: servire e far conoscere- tramite gli strumenti di comunicazione sociale- il buon servizio che il Papa svolge per la Chiesa e l'umanità di oggi. Quanto ai viaggi del Papa, già in passato ne seguivo un buon numero in forza dei compiti che avevo per la Radio e il Centro Televisivo, ora penso che dovró seguirli tutti- almeno quelli all'estero- senza eccezione».


Lei segue da tempo l'iter del processo per la Canonizzazione del servo di Dio don Mattio Bernardo, nostro Arciprete. Puó dirci qualcosa di nuovo al riguardo?


«Sulla causa del Servo di Dio don Bernardo Mattio posso dire che il prof. don Pietro Conte sta svolgendo l'importantissimo lavoro di carattere storico che è necessario per completare la documentazione storica già raccolta nella fase diocesana della Causa. Il 'Relatore' nominato dalla Congregazione delle Cause dei Santi, Padre Bove, è un francescano conventuale molto competente, che conosce anche bene la storia della Chiesa in Piemonte, e che puó quindi darci le indicazioni utili per camminare sulla strada giusta nel portare avanti il lavoro. Una delle prime richieste che ha fatto è stata di approfondire lo studio della infanzia e della giovinezza di don Mattio, della sua formazione in seminario, e così via. Il prof. don Conte ha quindi fatto ricerche dettagliate che hanno dato molte nuove informazioni su questa fase della vita di don Mattio, e che hanno anche avuto il risultato di far ritrovare molta documentazione sul seminario di Saluzzo nel secolo scorso, che non si sapeva più dove fosse finita. Don Conte sta quindi facendo egregiamente la sua parte, anche se gli studi richiedono sempre più tempo di quanto si pensa. Speriamo quindi- con la guida di P. Bove- di poter presto completare la redazione della presentazione della vita e delle virtù di don Mattio rispondendo a tutti i criteri di completezza e rigore richiesti dalla Congregazione. Io preferisco essere sempre prudente e quindi non faccio previsioni di tempi precisi. Posso tuttavia assicurare che quello che ora va fatto viene eseguito con serietà e con impegno, come del resto meritano certamente la grandezza delle figura di don Mattio e la sua santità».


La ringraziamo e le assicuriamo di seguirlo costantemente nel suo delicato lavoro con la nostra preghiera.


giovanni rovera

CorrierediSaluzzo.it è una testata giornalistica.
P.Iva – CF – Reg. Imprese CN 03733570042

Direttore Responsabile: FRANCESCONI LORENZO
email: redazione@corrieredisaluzzo.it

Contatta la redazione

© CDS EDITORIALE SRL - Tutti i diritti riservati - Note legali - Area riservata -   Esci
Il Corriere di Saluzzo percepisce i contributi pubblici all’editoria.
Il Corriere di Saluzzo ha aderito tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) allo IAP - Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.


powered by Leonardo Web s.r.l. - MANTA (CN)

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie al solo fine di monitorare le attività del visitatore e poter migliorare i contenuti e l'accessibilità del sito stesso.    Approfondisciaccetto
accetto
Utilizzo dei COOKIES
Nessun dato personale degli utenti viene di proposito acquisito dal sito. Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né sono utilizzati cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti. L'uso di cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e scompaiono, lato client, con la chiusura del browser di navigazione) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito, evitando il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti, e non consente l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente.
L'utilizzo di cookies permanenti è strettamente limitato all'acquisizione di dati statistici relativi all'accesso al sito e/o per mantenere le preferenze dell’utente (lingua, layout, etc.). L'eventuale disabilitazione dei cookies sulla postazione utente non influenza l'interazione con il sito.
Per saperne di più accedi alla pagina dedicata

Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie.
Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

Consulta il testo del provvedimento