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Amicizia


Giovedý 13, Giugno 2013
in  Libera-Mente


Non dimenticheró mai quel giorno... Io e te, la scuola, i ricordi...


Quel mattino siamo arrivati insieme, ma il cancello era ancora chiuso. Era un giorno speciale per me. Un giorno qualunque per il mondo.


Certo che la vita sa stupire... Anni interi in cerca di risposte per renderci conto di quanto, in realtà, ció che ci muove siano proprio le domande. O forse no... A volte la meraviglia di un istante puó racchiudere il significato della vita. In quei momenti è come se ogni cosa si arrestasse improvvisamente. Attonita meraviglia. Pienezza incolmabile... Basta cercare... E' tutto davanti ai tuoi occhi. Lo percepisci dentro di te quando ti accorgi che il mondo e te col mondo non siete più pianeti diversi. Quando ti rendi conto che, forse, possiamo essere parte di una cosa sola per elevarci al di sopra del cielo.


L'amicizia è molto più di un'appartenenza. Molto più della brezza dell'estate, di un viaggio senza meta, di risate senza senso per il semplice piacere di giocare, di una mano che sorregge, di un'isola nel mare e della luna con le sue stelle.


Quando mi hai detto che da me era come sentirsi a casa, anche se una casa non hai mai saputo cosa fosse davvero. Una famiglia. La chiamavi 'comunità'. E papà, mamma, fratelli e sorelle? Li chiamavi 'educatori'. Non sapevo cosa volesse dire. Ricordo che quando mi parlavi di mamma sembravi trasformarti. Non ti riconoscevo più a volte. Cambiavi umore, il tuo volto diventava nero di tempesta ed era come se ti dovessi difendere da qualcosa o qualcuno. Avevi paura? Perchè? Ora capisco...


Per me non eri 'diverso' dagli altri. Unico e irripetibile. Andava bene così. Forse non eri tagliato per studiare, o per una fidanzata seria. Che ne so... Non mi importa. Queste cose le diceva chi non era capace di vedere la luce che portavi dentro.


'...Se ti scrivo solo adesso, un motivo ci sarà. E' che arrivo spesso tardi, quando sono già ricordi che hanno preso casa qui...' raccontava il cantante.


Sai cos'è quell'istante che mi hai regalato?


Quel giorno, davanti a quel cancello di scuola, il mondo mi ricordava che avevo un anno in più. Non lo sapevi. Non volevo lo sapessi, perchè, conoscendoti, non avresti mangiato per farmi un regalo e non avevi un salvadanaio di ricordi di compleanni e candeline da spegnere. Niente foto di Natale coi nonni, o mamme e papà in ansia per il tuo primo giorno di scuola.


Quel giorno eri lì. L'hai saputo. Ti sei tolto il giubbotto. Era ancora inverno. 'Tieni. E' tuo. No! Guai se me lo ridai! Tanti auguri! Ti voglio bene!'... Quel giubbotto è ancora là... Ogni tanto lo guardo e sento il profumo dell'amicizia più vera... Ti ringrazio per la vita.

Fabio Borghino

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