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Amico dei giovani


LUTTO IN DIOCESI - La morte di don Riccardo Mondino

Giovedì 13, Dicembre 2007
in  Vita Ecclesiale



SALUZZO- Venerdì 7 dicembre, nel primo pomeriggio, vigilia della festa dell'Immacolata Concezione, ha terminato la sua esistenza sacerdotale don Riccardo Mondino, all'età di 67 anni.


Nato ad Envie da una famiglia ricca di fede, venne avviato agli studi nei nostri Seminari e fu ordinato sacerdote da mons. Lanzo il 28 giugno 1964, insieme ai suoi otto compagni di corso. Suo primo campo di apostolato fu la parrocchia di San Martino in Sanfront, sotto la guida, dapprima del compianto can. don Francesco Fino, e poi del vicario don Renato Stecca. Ebbe modo di incidere sui ragazzi e sui giovani per il suo carattere aperto, sereno e gioviale, e per le sue capacità di intrattenimento musicale.


Nel 1970 mons. Fustella lo trasferì alla parrocchia di Villanovetta accanto a mons. Pietro Perrone. Ma a Villanovetta egli rimase poco tempo (anche se molti ancora lo ricordano e sono venuti a salutarlo e ringraziarlo partecipando ai suoi funerali), perché il Vescovo, conoscendo il suo carattere giovanile e le sue capacità, lo volle direttore dell'Ospizio Gianotti, un'opera assistenziale a favore dei bambini e dei ragazzi che don Riccardo amó e portó sempre nel cuore, tanto da ritornare ancora, sempre come direttore, dopo periodi di esperienze parrocchiali.


La prima presenza come parroco la esercitó a Mondarello di Barge, dal 1976 al 1980. La seconda esperienza parrocchiale la visse a Pontechianale e Bellino, dal 1988 al 1991, quando mons. Dho lo richiamó a Saluzzo per affidargli la direzione dell'Opera Ministero Pastorale Beato G.G.Ancina e contemporaneamente direttore del Gianotti, in un periodo di trasformazione dell'ente e di trasferimento nella nuova sede in via Cervignasco.


Nel 1997 andó come collaboratore parrocchiale a Busca svolgendo il suo servizio soprattutto nelle frazioni San Martino, San Barnaba e San Defendente. Vi rimase due anni, poi mons. Bona, nel 1999, lo invitó a prendere il posto lasciato vacante, per raggiunti limiti di età, da don Antonio Beltramo a Villaretto di Bagnolo. Egli, come sempre molto disponibile, accettó con entusiasmo questa proposta, ma purtroppo ben presto si manifestarono i primi sintomi della malattia, che lo portarono nel 2002 alla dolorosa decisione di rinunciare al servizio parrocchiale e di ritirarsi presso la Casa del Clero nel Seminario S.Agostino di Saluzzo.


Qui passó gli ultimi anni assistito amorevolmente dai suoi familiari. La malattia all'inizio gli permetteva ancora di concelebrare l'Eucaristia, poi di parteciparvi come semplice fedele, finchè gli fu possibile. Grazie alla continua assistenza della sorella Lucia, 'vero angelo custode' della sua vita, come ha sottolineato mons. Vescovo nell'omelia funebre, e alla frequentazione del Centro diurno Alzheimer presso l'Opera Pia Tapparelli, egli potè passare questi ultimi anni circondato dall'affetto e dall'attenzione continua dei suoi cari.


Le sue condizione di salute ultimamente si erano aggravate e, in pochi giorni, egli ci ha lasciati per raggiungere il Signore che aveva gioiosamente servito e a cui aveva offerto la sua vita.


Venerdì pomeriggio 7 dicembre, circondato dall'affetto delle sorelle e dei fratelli, egli ha terminato la sua intensa vita sacerdotale che lo ha visto presente in vari campi di apostolato.


I funerali si sono svolti lunedì 10 dicembre nella parrocchia di Sant'Agostino con la presenza del Vescovo, mons. Giuseppe Guerrini e di oltre sessanta sacerdoti, che hanno voluto in questo modo ringraziarlo della sua affabilità, della sua amicizia e del suo servizio donato alla nostra Chiesa diocesana, e con la partecipazione di membri delle varie comunità che lo avevano conosciuto e amato.


Mons. Vescovo nella sua omelia, oltre a richiamare la speranza della vita eterna a cui tutti siamo destinati, ha voluto ricordare il defunto per la sua dedizione alla causa del Regno del Signore ed ha espresso parole di ringraziamento a tutti i suoi familiari per l'assistenza prestata in questi anni.


Infine la salma ha proseguito per il cimitero di Envie, suo paese d'origine, dove ora egli riposa nella tomba di famiglia in attesa della risurrezione finale.


Anche se è sempre dolorosa la morte, sono certo che nel disegno di Dio la morte di don Riccardo, ancora così giovane, puó essere come 'un chicco di grano caduto nella terra buona perché porti molto frutto'. Dalla sua morte il Signore faccia sorgere nuove vocazioni per la nostra Chiesa e per il mondo intero.


oreste franco

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