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Aumentata la soglia di punibilità per l'omesso versamento


Giovedì 24, Aprile 2014
in  Consulenza legale


Nell'attesa che la revisione del sistema sanzionatorio penale prevista dalla Legge Delega Fiscale trovi attuazione e vengano così ridotte o sostituite da sanzioni amministrative le pene previste per le fattispecie meno gravi, la Corte Costituzionale con la sentenza n. 80 dell'8 aprile 2014 ha ridimensionato l'ambito di applicabilità delle pene, previste per l'omesso versamento IVA, con riferimento ai reati commessi fino al 17 settembre 2011. Con l'entrata in vigore dell'art. 10-ter del DLgs. 74/2000, che prevede la pena della reclusione da sei mesi a due anni per l'omesso versamento dell'IVA, di importo superiore a 50.000 euro, dovuta in base alla dichiarazione annuale, si è venuta a creare una situazione veramente paradossale. Infatti, ai sensi degli artt. 4 e 5 del D.Lgs. 74/2000, nel testo in vigore fino al 17 settembre 2011, chi presentava una dichiarazione infedele o ne ometteva del tutto la presentazione, era punibile penalmente solamente se l'imposta dovuta e non versata per effetto di tali violazioni, ammontava rispettivamente ad € 103.291,38 e € 77.468,53. Dunque, fino alla data sopra citata, era prevista una pena più grave per il contribuente che, pur avendo omesso il versamento dell'imposta, avesse regolarmente presentato la dichiarazione IVA, rispetto al contribuente che, oltre a non aver versato l'imposta, avesse anche omesso la presentazione della dichiarazione o ne avesse presentata una infedele. In sostanza, il contribuente privo delle disponibilità finanziarie necessarie per adempiere all'obbligo di versamento dell'IVA entro il 27 dicembre, avrebbe potuto evitare l'imputazione penale omettendo del tutto la presentazione della dichiarazione IVA o presentando una dichiarazione infedele, cioè adottando una condotta decisamente più insidiosa in quanto idonea ad ostacolare l'attività di accertamento dell'amministrazione finanziaria. La Corte Costituzionale ha posto fine a questa situazione paradossale stabilendo la necessità di allineare la soglia di punibilità dell'omesso versamento IVA, per i reati commessi fino al 17 settembre 2011, alla soglia prevista per la dichiarazione infedele pari ad € 103.291,38, affinché sia rispettato il principio di uguaglianza sancito dall'art. 3 della Costituzione. Il riferimento ai reati commessi fino al 17 settembre 2011 è dovuto al fatto che per i reati commessi successivamente sono applicabili le nuove soglie di punibilità previste per l'omessa presentazione della dichiarazione (30.000 euro) e l'infedele dichiarazione (50.000 euro).


Dott. ssa Grazia Previti

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