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Avanti a tutta birra


Giovedì 19, Giugno 2014
in  Leggere con gusto


A tutta birra. Naufragar m'è dolce in questo mare di spuma..


Profumo di birra, colore di birra, consumo di birra. Si beve, eccome, anche da noi non solo nei paesi nordici e sta diventando la bevanda più amata dai giovani.


Antico l'uso. La Grecia, più orientata sul vino, non produceva birra, portata dai commercianti fenici, ma ne consumava parecchia, soprattutto per le feste in onore di Demetra e durante i giochi olimpici durante i quali era vietato il consumo del vino.


Anche gli Etruschi e i Romani preferivano di gran lunga il vino, tuttavia ci furono personaggi famosi che divennero sostenitori della birra, come ad esempio Agricola, governatore della Britannia, che una volta tornato a Roma nell'83 d.C. portó con sé tre mastri birrai da Glevum (l'odierna Gloucester) e fece aprire il primo 'pub' nella penisola italiana.


I veri artefici della diffusione della birra in Europa furono comunque le tribù Germaniche e Celtiche. Questi ultimi in particolare si stanziarono in Gallia e in Britannia, ma soprattutto in Irlanda. Di qui la birra ha contagiato generazioni di poeti e scrittori. La troviamo a fiumi soprattutto nei romanzi, nelle scene dei film: protagonisti alla ricerca del bar giusto, attori s'aggirano con un boccale tra le mani, detectives alla Maigret che sorseggiano lentamente la bevanda. Io l'ho assaggiato, pur non amandola, e l'ho gustata come si gustano le cose nuove e inusitate., recentemente al carcere di Saluzzo, dove esiste un laboratorio- birrificio che vede impegnati alcuni detenuti. Era buona, fresca, spumosa e biondissima. Mi ha ricordato il libro di Philippe Delerm, La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita. Il libro è un insieme di suggerimenti su un'idea di piacere che si allontana da quello proposto dalla cultura dominante. Si parla di mattinate in cucine silenziose a sgranare piselli, della piacevole fatica di leggere stesi sulla spiaggia, dell'imprevista intimità che nasce da un invito a sorpresa a casa di amici: basta saper assaporare tutto questo, sentire, mentre lo si vive, il gusto dolce e penetrante di tanti gesti abituali per capire che puó essere sufficiente tutto ció per dare sapore alla vita.


Ognuno puó poi avere una sua personale 'prima sorsata di birra': quel gesto, quel momento che si ripete e che non andiamo a cercare noi, ma che ci aspetta e ci accompagna negli anni, a cui peró siamo debitori di attimi dolcissimi o struggenti, a cui in fondo dobbiamo tanto della nostra capacità di dribblare la noia, la fatica, la delusione, le amarezze, i dolori. Per me lo è stato, lo è ogni giorno per quei detenuti che vi lavorano e che cercano attraverso il recupero di se stessi di pensare ad un reinserimento nella società.

cetta berardo

 

 

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