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Biomasse a Busca


IL PROGETTO ALL'ESAME DELLA PROVINCIA - Si scalderanno centinaia di alloggi

Giovedě 4, Marzo 2010
in  Valle Maira



BUSCA- Sul terreno della vecchia fabbrica di vasi Pochissimo, in zona Attissano, non lontano dall'isola ecologica e dalla ferrovia, potrebbe sorgere presto un impianto di cogenerazione a biomasse per la produzione di energia elettrica e termica.


Il progetto è stato presentato a fine ottobre in Provincia da due professionisti buschesi, il geometra Enzo Graffino e l'ingegner Giovanni Andrea Risso: l'impianto brucerebbe 50 tonnellate di biomassa cippata di legna vergine al giorno, producendo 8 milioni di kwh di energia elettrica all'anno e recuperando energia termica per teleriscaldare almeno un centinaio di edifici di Busca, sia pubblici sia abitazioni private. La biomassa viaggerebbe su gomma (si calcola il passaggio di 2-3 camion al giorno) e secondo le previsioni dei progettisti dovrebbe arrivare da un raggio compreso tra i 50-100 km, nell'ottica della 'filiera corta' (preferibile dal punto di vista ecologico ed economicamente più vantaggiosa) contribuendo a sfruttare le risorse forestali del territorio.


«Lavoriamo a questo progetto da due anni circa: — spiega l'ing. Risso — Il nostro obiettivo è la realizzazione di un impianto di eccellenza dal punto di vista dell'efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, impiegando soluzioni tecnologiche innovative».


L'impianto troverebbe posto sull'area della ex fabbrica, abbandonata da oltre vent'anni e in grave stato di degrado, in un capannone di circa 20 metri per 50, alto 12 metri (15 la ciminiera), arretrato di 7-8 metri rispetto a via Attissano. I fabbricati attuali verrebbero completamente demoliti. «Prevediamo che la centrale a biomasse darà lavoro direttamente ad una decina di persone, con un indotto stimabile in circa 30 posti di lavoro».


L'intervento comprende la realizzazione della rete di teleriscaldamento per la quale sono già state censite una novantina di potenziali utenze private, edifici con almeno quattro alloggi, dotati di caldaia centralizzata (complessivamente un migliaio di unità abitative di 3-4 persone ciascuna), oltre ad 11 utenze pubbliche (il Municipio, le scuole materne, elementari e medie, il complesso sportivo, il cinema, l'ospedale, la casa di riposo, ecc.).


I costi di realizzazione dell'intervento sono stimati in oltre 12 milioni di euro: 7 per la centrale di produzione del calore e dell'energia elettrica e 5 circa per la rete di teleriscaldamento.


I progettisti assicurano che ci saranno vantaggi per tutti. Innanzitutto per l'ambiente e per l'aria che i buschesi respirano: «Si spegneranno molte caldaie di media e grande potenza situate nel concentrico, annullando le emissioni inquinanti in atmosfera — prosegue l'ing. Risso — e concentrandole in una zona periferica».


Vantaggi anche per le tasche dei buschesi che allacciandosi al teleriscaldamento avranno bollette più leggere rispetto al costo dell'energia tradizionale. I progettisti assicurano che «per le utenze domestiche il risparmio sarà mediamente superiore al 15%», mentre per le utenze pubbliche si aggirerà addirittura intorno al 25%.


Infine, l'investitore che deciderà di finanziare la realizzazione dell'impianto venderà l'energia elettrica al gestore del servizio elettrico avvalendosi dei sostanziosi incentivi pubblici riconosciuti per l'energia prodotta con fonti rinnovabili (da 3 a 4 volte il prezzo dell'energia al kwh).


La centrale a biomasse porterà solo vantaggi, quindi? Finora, contrariamente a quanto è avvenuto in altri Comuni, nessuna voce si è levata contro l'intervento, né per chiedere rassicurazioni circa l'impatto della centrale dal punto di vista della possibile nocività delle emissioni in atmosfera, uno degli aspetti che più preoccupano gli ambientalisti.


A metà dicembre il progetto é stato esaminato in sede di conferenza dei servizi alla quale hanno partecipato enti ed autorità competenti ad esprimere pareri sia in materia ambientale che igienico-sanitaria, ed edilizia: Provincia, Comune (rappresentato dal sindaco Luca Gosso e dal responsabile dell'ufficio tecnico Pierluigi Gosso), Arpa, Asl, Vigili del fuoco, ecc. che hanno presentato osservazioni e richiesto integrazioni ed approfondimenti. Questa settimana i progettisti trasmetteranno la documentazione integrativa, dopodiché verrà convocata (probabilmente entro metà aprile) una seconda conferenza dei servizi che dovrà pronunciarsi definitivamente, autorizzando o meno l'intervento.


Ma chi realizzerà concretamente l'impianto? I progettisti (che hanno firmato un precontratto di acquisizione dell'area dagli attuali proprietari, un'azienda con sede fuori Regione) ammettono che la procedura seguita è un po' 'anomala'. «Noi abbiamo lavorato alla progettazione dell'impianto e siamo garanti nei confronti dell'amministrazione e della cittadinanza, nella scelta dei potenziali futuri investitori interessati a realizzare l'intervento». Insomma gli estensori del progetto si impegnano a vigilare sulla qualità e sostenibilità dell'intervento, «altrimenti difficilmente garantibili da investitori tradizionali che avrebbero il solo obiettivo di minimizzare costi e massimizzare i profitti» aggiunge l'ing. Risso.


susanna agnese



 


 

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