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Carote amabili


Giovedì 18, Aprile 2013
in  Leggere con gusto



Tra le mani ho una poesia di Pablo Neruda, Ode al carciofo, che è un inno alla natura e alle verdure:



Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,


ispida edificó una piccola cupola,


si mantenne all'asciutto sotto le sue squame,


vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono,


divennero viticci,


infiorescenze commoventi rizomi;


sotterranea dormì la carota dai baffi rossi,


la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino,


la verza si mise a provar gonne,


l'origano a profumare il mondo,


e il dolce carciofo lì nell'orto vestito da guerriero,


brunito come bomba a mano,


orgoglioso,



Se battagliera è l'immagine del carciofo dipinta dal poeta, riposante, un po' ironica, è quella della carota, che in questi giorni è la mia preferita in tavola.


Di un colore bellissimo, l'arancio mediterraneo che richiama i tramonti spagnoli e la terra rossiccia del deserto, la carota ( daucus carota ), cantata come la purpurea carota, la vulgare /pastinaca servil, l'enula sacra, è una pianta erbacea biennale originaria delle regioni temperate dell'Europa, che si presenta segaligna, dura, poco amabile; al tatto, fredda. Invece, se la si grattugia cruda, diventa una massa colorata e dolcissima, e cotta, tagliata a dischetti regolari, una sorta di sole in padella. Che illumina. La carota è un ortaggio molto ricco di caroteni, sostanze che l'organismo utilizza per la produzione di vitamina A, che è importante per diverse funzioni dell'organismo, particolarmente per la funzione visiva, quindi utile, oltre che gradevole.


L'uso peró che se ne fa nel linguaggio quotidiano non le rende onore, diventa sinonimo di 'panzana', 'frottola', 'fandonia': Baia ch'avanza inver quante novelle/ quante mai disser favole e carote, /stando al fuoco a filar le vecchierelle, leggiamo in testi secenteschi. Giacché questo sono bubbole e carote.


Altre sono le espressioni che la marchiano: Vendere carote per raperonzoli, dare a intendere una cosa per un'altra, piantare, ficcare carote per raccontar frottole, come dice Carlo Gozzi: Il criticarti non l'ho fatto mai; / in ció pianti carota agl'innocenti: /ma dico che le tue Stagioni in canti/ forman l'anno peggiore di tutti quanti.


Io non mi lascio scoraggiare da questi detti, che non scalfiscono la sua importanza in cucina e la uso con dovizia, per tanti piatti tra cui la torta di carote, che ha il potere di riportarmi alle atmosfere dell'infanzia. Infatti quando è sfornata, la torta assume un colore particolare, un arancio maculato, dall'impasto friabile, si scioglie in bocca, è soffice come le carezze della madre verso il suo bambino. Ecco, la carota gentile che si è fatta tenera e ha cambiato natura. Metamorfosi quanto mai gradita e appetitosa.


cetta berardo

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