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C'era una volta il dialogo


Venerdì 9, Dicembre 2016
in  Fermo immagine


E' passata. La sbornia elettorale è andata. C'è chi è contento e chi no, vinti e vincitori, come dopo ogni spoglio.
Non mi voglio soffermare sull'esito del voto, ognuno, in base ai propri pensieri e alle proprie convinzioni, avrà modo di fare le opportune considerazioni, su quello che è successo e sulle conseguenze che tutto questo si porterà dietro.
Una cosa voglio peró sottolinearla: l'estrema difficoltà di confronto fra le persone, di quella cosa faticosa, opportuna e necessaria che si chiama 'dialogo'. Non mi riferisco ai politici, ma a noi tutti.
Il web è uno specchio di chi siamo (diventati?) e l'immagine riflessa sta tutta nei commenti: 'Se non voti XX sei un cretino' 'Tu che dici di votare XX mi deludi' 'Se voti XX ti cancello!' 'Non farti più vedere se esce il...'.
Purtroppo non posso qui ripetere le parole esatte, altrimenti non verrei pubblicato.
Questo non vale solo per il referendum o per una dichiarazione di voto, ma in generale ogni volta che si esprime un'opinione. Se c'è una cosa che la nostra 'Carta' si porta dentro, con il sangue e con i denti, è la libertà di espressione e la necessità del dialogo di cui la Costituzione stessa è il risultato: dovremmo ricordarcelo sempre tutti, paladini di valori dell'ultima ora compresi.
Quella che presuppone, che ognuno abbia idee proprie e che possa manifestarle, nel reciproco rispetto delle diversità.
Il dialogo richiede il tempo attento e paziente dell'ascolto. La messa in discussione, la rielaborazione e l'arricchimento dei propri pensieri, con relativa conferma o disponibilità al cambiamento. Ma nel tempo della velocità e della diretta, tutto è un attimo, centometristi dell'insulto, senza filtro e con la bocca a fil di pancia. Mi chiedo dove stia scritto che in ogni occasione dobbiamo sempre tirare fuori il peggio.
Apparecchi elettronici dietro cui nascondersi e da cui poter lanciare pietre senza bisogno nemmeno di nascondere le mani. Rabbia e letame, anche solo se un Morandi di turno fa sapere ad un mondo, in attesa del nulla, che fa la spesa in una domenica qualunque (come milioni di concittadini tra l'altro).
Avvocati difensori di valori, che alla prima occasione, vomitano insulti gratuiti. Qualcosa non torna.
Vorrei ricordare e chiudo, che il silenzio resta comunque una valida alternativa a fiumi di parole sciocche.
albiabba@libero.it       

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