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Che buono il torrone...


Giovedý 17, Settembre 2015
in  Leggere con gusto


Che il torrone piaccia è normale, che rappresenti un momento magico dell'infanzia pure, che diventi un elemento di identità un po' meno.


E' capitato ad Alba venerdì scorso: la festa dei 130 anni dell'azienda Sebaste. In apertura il ballo 'Mazurka del torrone', poi festa popolare, perché la piazza è il luogo del torrone.


Così è nei ricordi d'infanzia: le fière, con bancarelle, zucchero filato e torre, tanto, bianco e scuro, liste e listone. A seconda delle possibilità di ognuno, anche in forma mignon. Giovanni Arpino, padre affettuoso, inventore prolifico di storielle, aveva scritto per un figlio inappetente Avventure di corte e di cortile, con tanti dolci di tutti i colori.



C'era una volta un pagliaccio


che si chiamava Bombaccio.


Aveva una faccia gialla


rotonda come una palla.



Il cane si chiama Trippone


Mangiavano a colazione


uova fritte col torrone,


mangiavano a mezzogiorno


una pietra cotta al forno,


mangiavano a merenda


una sedia e una tenda,


e mangiavano per cena


tre giornali e una balena



Che buono il torrone, fatto con mandorle o nocciole tostate, con un impasto a base di miele, albume e zucchero, talvolta anche con cioccolato. Un'operazione alchemica, il risultato. Un amalgama, come lo interpreta nel linguaggio metaforico Montale: 'L'opera di Braque si presenta come un conglomerato, un torrone di oggetti vecchi e squisiti'. E il torrone rende artistiche le bancarelle: «Andava costruendo minuziosi intrecci geometrici di croccanti, torroni, nastri stellati sulla sua bancarella»: dipinge ancora Arpino.


Buono il torre in ogni stagione, non solo a Natale. Lo si puó gustare in primavera, d'estate, d'autunno, d'inverno. Così alle fiere di ottobre troneggerà sui banchi, i bambini lo vorranno, i genitori contenti lo acquisteranno: un bianco che sa di innocenza, che riporta all'infanzia.


I Sebaste avviarono la loro azienda nel 1885. Il bisnonno Giuseppe era un trovatello e, avendo pensato di fondare un laboratorio di pasticceria dedicato al torrone, decise di produrlo con l'insuperabile nocciola delle Langhe anziché con la mandorla, difficilmente reperibile, dando origine al primo torrone del Piemonte. E il trovatello ha trovato la sua identità in un libro fatto bene, a firma di Alessandra Demicheli N.N. Storie di trovatelli in provincia di Cuneo tra Ottocento e Novecento. Dove il torrone Sebaste ha il suo inizio.

 

cetta berardo

 

 

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