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Chiamati all'amore


CONVEGNO DIOCESANO DA MERCOLEDì 17

Giovedì 11, Settembre 2014
in  Vita Ecclesiale


SALUZZO- La prossima settimana è in programma il Convegno Diocesano, che tradizionalmente segna l'inizio del nuovo Anno Pastorale per la Diocesi di Saluzzo. Dopo aver dedicato gli ultimi tre anni ad un ciclo di tematiche legate all'essere Chiesa, ora l'attenzione viene spostata su un altro tema forte e di estrema attualità: la vocazione.


Abbiamo rivolto alcune domande al Vescovo mons. Giuseppe Guerrini.


Come mai è stato scelto questo tema per il prossimo Anno Pastorale?


Perché è un tema fondamentale. Abbiamo negli anni scorsi riflettuto sulla Chiesa e la Missione. Ha senso trasmettere la fede se in qualche modo l'ho sperimentata in prima persona.


Mi pare sia una conseguenza del graduale passaggio da un cristianesimo sociologico, più legato all'ambiente culturale e alle tradizioni, ad un'adesione più personale, che fa i conti col significato che il Vangelo ha per me, quanto mi aiuta ad affrontare la vita concreta. Pertanto ci siamo ripromessi che questa prospettiva vocazionale non si esaurisca in un anno, ma venga poi sviluppata anche in riferimento alla vita delle famiglie e all'impegno nella società.


Altro aspetto, strettamente collegato alla vocazione, che verrà tenuto in considerazione a livello diocesano, è quello della vita religiosa...


La parola vocazione sembra sia stata monopolizzata dalla vita religiosa o sacerdotale. In realtà ciascuno di noi è un chiamato, ha cioè una vocazione. Si tratta di scoprire sempre meglio cosa mi offre il Vangelo, come l'incontro col Signore incide nella mia vita.


Rimane vero che nella Chiesa vi sono vocazioni particolari, di speciale dedizione a Dio e al prossimo. Non le possiamo dimenticare né sottovalutare.


E' importante mantenere l'equilibrio: tutti siamo chiamati a seguire il Signore, non tutti nello stesso modo. In più Papa Francesco ci ha invitati a dedicare l'anno 2015 alla vita religiosa.


Vocazione e vita religiosa: sembrano argomenti lontani dalla realtà contemporanea, attratta da altri modelli meno impegnativi, anche tra i cristiani praticanti.


Argomenti lontani dalla vita perché fatichiamo a calare il Vangelo nella vita. Da due anni insistiamo sui cosiddetti 'ambiti di Verona' (affettività, lavoro e festa, fragilità, educazione e comunicazione, cittadinanza).


La 'vocazione' di ciascuno deve entrare in questi aspetti concreti ed anche la vita dei religiosi (preti, frati, suore...) deve saper offrire un modello che fa riflettere. Papa Francesco usa un linguaggio forte: i religiosi debbono 'svegliare il mondo', 'infiammare il mondo'.


A chi si rivolge il Convegno Diocesano? Come puó 'parlare' al singolo credente?


E' proprio questa la sfida. Si è cristiani se Cristo è significativo per la mia vita, se dice qualcosa sul mio 'stile' di vita. Ripeto, la fede non è un dato scontato che puó rimanere sullo sfondo.


Per questo il Convegno si rivolge a tutti, al cristiano che si impegna attivamente nella sua comunità come a chi sta cercando la propria strada.


La Chiesa saluzzese si troverà a rapportarsi, in questo nuovo Anno Pastorale, con una serie di importanti 'eventi' che travalicano i confini locali: Sinodo sulla famiglia, il Convegno nazionale di Firenze, il bicentenario della nascita di don Bosco, l'ostensione della Sindone... Come saranno 'calati' questi appuntamenti nella nostra comunità ecclesiale locale?


La Chiesa non dorme. La ricchezza di appuntamenti e di iniziative non deve farci perdere di vista che tutto è finalizzato alla gioia della fede. Riprendendo e adattando una frase di S. Paolo potremmo dire: 'Sinodo, Convegno, don Bosco, Sindone... tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio'.


Nella terza serata lei presenterà la sua nuova Lettera Pastorale. Puó anticiparne sinteticamente le linee guida ed il contenuto?


Ho cercato di dire che la vocazione di ciascuno si dipana attraverso le vicende quotidiane della vita: sensibilità, sogni e progetti, educazione ricevuta, salute, famiglia, aspetti economici...


Dio ci chiama nel concreto delle vicende umane. La volontà di Dio su ciascuno va scoperta giorno per giorno, alla luce delle sue promesse e quindi alla luce del Vangelo di Gesù. E' un dialogo che dura tutta la vita, che ci chiede di fidarci di Dio, ben sapendo che talvolta il rapporto con Lui è burrascoso.


Siamo invitati durante quest'anno a prendere in mano il libretto del profeta Osea; la sua tormentata vicenda matrimoniale mi pare un'introduzione splendida al Vangelo di Gesù.


daniele isaia

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