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Ci si sposa sempre di meno


143 LE CAUSE INTRODOTTE NEL 2008 - Inaugurato l'anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico

Giovedý 5, Marzo 2009
in  Vita Ecclesiale



TORINO- Il 79% delle cause 'decise' lo scorso anno dal Tribunale Ecclesiastico regionale (prima istanza) hanno dichiarato nullo il vincolo matrimoniale (126). L'esclusione dei figli (55), l'incapacità di discrezione e di giudizio sui diritti e sui doveri del matrimonio (48) e la negazione dell'indissolubilità (34) sono le motivazioni più frequenti. Il 22,5% delle coppie era sposata da un periodo tra i 3 e i 5 anni, e il 19,38% lo era da meno di un anno. Scende all'11,88% per coloro che hanno alle spalle oltre dieci anni di matrimonio. L'85,63% non aveva figli. La maggior parte si era sposata tra i 25 e i 29 anni.


Lo scorso anno sono state introdotte 143 nuove cause di nullità (stesso dato dell'anno precedente); la diocesi da cui proviene il numero superiore di cause è Torino (66 cause, pari al 46,15%), seguita da Novara (15 cause, pari al 10,49%) e Asti (9 cause, pari al 6,29%), e Alessandria (8 cause, pari al 5,59%). Le altre variano dal 4 al 0,70% di Mondovì. Nella diocesi di Saluzzo nel 2008 sono state introdotte 4 cause. Migliora, inoltre, il tempo di durata dei processi: il 40,24% viene affrontato in un anno, massimo un anno e mezzo.


Sempre durante il 2008 sono state concluse 170 cause. Anche in questo caso la diocesi di Torino primeggia con 62 procedimenti terminati. Nella diocesi di Saluzzo sono state concluse 8 cause nel 2008.


Sono alcuni dei dati forniti nella dettagliata relazione di don Ettore Signorile, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico regionale il cui 70esimo anno di attività è stato inaugurato sabato mattina a Torino. Terminata la messa, celebrata nella cappella del seminario maggiore ha prestato giuramento come nuovo difensore del vincolo e sostituto Promotore di Giustizia don Guido Garino, salesiano laureato in giurisprudenza a Torino e licenziato in diritto canonico a Roma.


Dopo ha portato il suo saluto il card. Severino Poletto, alla presenza dei vescovi piemontesi (Miglio, Ravinale, Micchiardi, Guerrini, Versali, Badini Confalonieri) e a numerose autorità, militari e civili. Nel suo intervento Signorile ha evidenziato che a fronte di un 'vertiginoso aumento delle separazioni coniugali e dei divorzi civili' le cause di nullità di primo grado hanno 'riscontrato una tenuta rispetto all'anno precedente'. Ha rimarcato che 'aumenta la litigiosità e si acuiscono i contrasti tra le parti. Nella nostra regione ci si sposa sempre di meno e per di più la tendenza è quella di un superamento dei matrimoni civili rispetto a quelli religiosi. Mentre si contrae il numero dei matrimoni, sia religiosi che civili, le separazioni e i divorzi aumentano di anno in anno intorno al 15%'. E quindi 'dobbiamo essere consci che anche tra i credenti c'è paura nell'accostarsi ad un grande ideale, temo si stia perdendo il senso del sacramento come garanzia dell'esserci di Dio'.


Don Ettore Signorile ha evidenziato l'opera degli 'Avvocati Patroni' che nel 2008 hanno affrontato gratuitamente 526 situazioni a fronte di oltre mille incontri di approfondimento. Si augura che questa figura possa essere presto presente in tutte le diocesi, per l'importante ruolo che svolge.


Ancora una volta il Vicario Giudiziale ha voluto sgomberare il campo da 'false informazioni' sui costi di una causa. Oltre a ribadire che per chi si trova in difficoltà economiche esiste il patrocinio gratuito, ha sottolineato che la Cei per la causa in primo grado ha fissato un contributo (uguale su tutto il territorio nazionale) di 500 euro, ed ha fissato per il compenso degli avvocati un minimo di 1500 ed un massimo di 2850.


Come consuetudine la mattinata si è conclusa con una relazione che quest'anno è stata affidata a mons. Joacquin Llobell, dell'Università della Santa Croce di Roma. Ha affrontato in modo approfondito ed interessante, nonostante il tema tecnico e complicato, l'indissolubilità del matrimonio. 'Questo tema- ha esordito- manifesta incisivamente come la fedeltà della Chiesa alla dottrina di Cristo, attraverso adeguati istituti giuridici che la tutelano, è sapientemente armonizzata con quell'elasticità nell'applicarli che è richiesta dal superamento delle impostazioni formalistiche fine a se stesse.'

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