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Crisi: riscoprire la sobrietà


MESSAGGIO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE PIEMONTESE - I Vescovi riprendono il messaggio del Papa

Venerdì 16, Gennaio 2009
in  Vita Ecclesiale



I Vescovi del Piemonte e della Valle d'Aosta riuniti per la prima assemblea ordinaria del nuovo anno, sentono il bisogno di esprimere la più viva preoccupazione per le gravi difficoltà in cui vengono a trovarsi molte persone e famiglie della regione, a causa delle condizioni socio-economiche sempre più precarie. Specialmente i giovani sono troppo spesso impossibilitati a pensare serenamente al loro futuro. I Vescovi sentono pertanto il dovere di richiamare tutti coloro che sono corresponsabili, dalla autorità civili centrali e locali agli imprenditori, dagli istituti di credito alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori stessi, alcuni punti irrinunciabili della dottrina sociale cristiana a riguardo dell'uomo e dei beni terreni, anzitutto il bene del lavoro.


1. 'L'uomo è l'autore, il centro ed il fine di tutta la vita economica-sociale' (Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes 63). Questa affermazione forte e chiara del Concilio mette in crisi ogni lettura e impostazione puramente economicistica o peggio ancora di accettazione rassegnata delle gravi speculazioni finanziarie, che sono spesso causa della situazione negativa in atto.


2. 'Il lavoro umano con cui si producono e scambiano beni o si prestano servizi economici è di valore superiore agli elementi della vita economica poiché questi hanno solo valore di strumento' (Gaudium et Spes 67). Questo comporta, come ha affermato il Papa Benedetto XVI recentemente, che 'è necessario fare una revisione profonda del modello di sviluppo dominante per correggerlo in modo concertato e lungimirante anche per la salute ecologica del pianeta' (Cfr. Omelia del 1° gennaio 2009).


3. 'Dio ha destinato la terra e tutto quello che essa contiene all'uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli e pertanto i beni creati debbono essere partecipati equamente a tutti, secondo la regola della giustizia, inseparabile dalla carità (Gaudium et Spes 69). Da questo principio fondamentale deriva il serio ammonimento di Benedetto XVI che, sempre nell'omelia del 1° gennaio 2009, ha detto 'occorre riscoprire la sobrietà e la solidarietà, quali valori evangelici e nel tempo stesso universali' con l'esigenza di 'fare uguaglianza riducendo il dislivello tra chi spreca il superfluo e chi manca persino del necessario' e ancora che 'nessuno puó pensare di costruire da solo la propria felicità'.


La Conferenza Episcopale Piemontese concorda pienamente con il monito rivolto dal Card. Poletto, nel messaggio per il Natale scorso, alle istituzioni pubbliche che ' hanno la grave responsabilità di guidare la vita della società così da garantire la realizzazione del bene comune; e perció hanno la grave responsabilità di guardare e pensare specialmente alle classi più deboli e meno garantire'. I Vescovi quindi richiamano tutti ad una seria revisione di vita ed in particolare chiedono un forte impegno di coerenza a quanti nell'ambito sociale, politico ed economico, si dicono ispirati ai principi e valori cristiani.

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