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Crissolo: 50 anni di parrocchia per il Papa del Monviso


Giovedì 1, Marzo 2018
in  Valli Po e Infernotto


CRISSOLO- Nozze d'oro storiche per don Luigi Destre che, sabato 3 marzo, festeggerà i 50 anni di parrocchia nella 'sua' Crissolo. Un traguardo straordinario, che verrà celebrato in modo solenne, così come si conviene per un momento così unico e raro.
A Dio piacendo, il 29 giugno del 2019 don Luigi celebrerà i 60 anni di ordinazione sacerdotale, ma oggi il ricordo del Papa del Monviso va a quel 3 marzo 1968 quando, dopo 8 anni nella sua Paesana (don Luigi ricorda spesso, con fierezza le sue origini da 'masucat' della Croce), arrivó a Crissolo, all'età di 33 anni, per assumere il suo primo incarico da parroco (in seguito alla rinuncia di don Stefano Allio, che aveva guidato la parrocchia dal 1936 al 1967).
«Davanti al Vicario Generale, Mons. Scalafiotti, strappai il foglio dell'omelia- ci ricorda don Luigi - e, di fronte alla mia gente, ripresi la canzone che Loretta Goggi aveva portato al festival di Sanremo poche ore prima: 'Quando m'innamoro... io do tutto il cuore all'innamorato di me... e nessuno mi potrà mai staccare'».
Sicuramente, in quel momento, don Luigi non avrebbe certo immaginato che il suo legame con Crissolo sarebbe durato mezzo secolo, ma la storia ce lo consegna, oggi, come l'indiscusso pastore dell'alta Valle Po, un uomo che ha scritto e segnato la storia di questo angolo di terra.
Quel pastore, in questi decenni si è dedicato totalmente alle sue comunità (oltre a Crissolo si sono aggiunte, negli anni, la custodia del Santuario di S. Chiaffredo, sempre a Crissolo, e la titolarità delle parrocchie di Oncino e Ostana) e si è conquistato tanti appellativi, ma quello che più lo 'inquadra' è sicuramente la definizione di 'Papa del Monviso' grazie, in particolare, alle oltre 120 ascese in cima al Re di Pietra, dove ha celebrato la messa 53 volte, portando al Battesimo della Montagna qualcosa come 2000 persone. Oltre al Monviso, peró, si contano 'a centinaia' gli incontri alpini: sulle punte, sulle montagne, là dove c'è una croce, là dove proprio grazie a don Luigi, il prete con lo zaino, è stata portata una croce, là dove ha celebrato la messa su un altare improvvisato, fatto di pietre o di ghiaccio (ancora il 18 agosto scorso don Destre ha celebrato la messa sul Monte Tivoli). Ma don Luigi non è solo un amante della montagna, ma un elemento fondamentale nella storia del Soccorso Alpino, di cui è stato animatore e poi Capo stazione, proprio da quel 1968, e per oltre 25 anni, contribuendo al recupero di ben 61 salme sulle nostre vette.
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