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Dalla Cena del Signore alla Passione


I MISTERI DELLA PASQUA

Giovedý 24, Marzo 2016
in  Vita Ecclesiale


SALUZZO - Qual è lo scopo di tutto il catechismo? Pensiamo a quante ore, energie ed impegno donano famiglie e parrocchie perché una persona possa imparare a vivere da cristiano. I vescovi francesi, alcuni anni fa, ne sintetizzavano il senso così: è cristiana la persona che vive il Mistero di Pasqua. Per Mistero di Pasqua intendevano ovviamente esprimere tutta la concretezza di scelte, relazioni ed atteggiamenti di chi ha imparato a riconoscere il Crocifisso Risorto. È peró in questo mistero, celebrato ogni domenica e ogni anno nel Triduo Santo, che i credenti possono rinnovarne il valore.
In coena Domini, 'Capite cosa ho fatto per voi?' (Gv 13, 12)
Inizia il Triduo, raccontato con commozione dai vangeli e rivissuto da riti antichi e chiari dalle Chiese cristiane. La liturgia risuona dei gesti compiuti da Gesù nell'ultima sera di libertà e di vita terrena. Egli, sapendo ció che stava per accadergli, sceglie con cura cosa condividere, cosa dire e fare con i suoi nelle sue ultime ore.
Anzitutto sceglie di stare con i discepoli (e non solo o con gli amici d'affetto o la famiglia): questa è la sua comunità. A cena lava i piedi, assumendo la posizione inaccettabile per chi lo crede Signore (Pietro). La stessa posizione- 'questo è il mio corpo dato per voi'- ridice nell'istituire l'Eucaristia e nella preghiera/lotta nell'orto degli ulivi.
Nella s. Messa risuonano questi gesti: la lavanda dei piedi, l'eucaristia, l'adorazione silenziosa e prolungata.
In passione Domini, 'li amó sino alla fine' (Gv 13,1)
Vivendo un'azione liturgica austera e netta, il Venerdì la Chiesa non è in lutto. L'abito è rosso, come a Pentecoste: è il giorno dell'amore fino alla fine. Gesù patisce, ma non subisce la realtà: egli lotta con cuore coraggioso e puro, immerso in preghiera e in un fiume di persone che lo amano ancora o lo aggrediscono brutalmente.
Il silenzio, la proclamazione integrale della Passione secondo Giovanni, l'adorazione della Croce ci aiutano a esprimere la gratitudine per l'amore che riceviamo dal Signore.
Segue un intero giorno di silenzio: il Signore riposa, è il settimo giorno della creazione, l'amore ha compiuto la nuova creazione.
In resurrectione Domini, 'il primo giorno della settimana' (Gv 20,1)
'Madre di tutte le veglie', unica fonte di ogni festa, di ogni eucaristia, la grande notte di Pasqua ci coinvolge nella lotta tra luce e tenebre, tra morte e vita, tra peccato e acqua di rinascita. Non è un lieto fine: è una rinascita inattesa.
La liturgia è ricchissima, strabordante. Si inizia attorno a un fuoco nuovo, tra le tenebre, si annuncia l'inno del trionfo del Signore accanto al prezioso cero. Le letture scandiscono le grandi notti della storia umana, fino al grido: 'è risorto'. Coinvolti nella morte al peccato, con il rinnovo del Battesimo siamo chiamati oggi a nuova vita, nutriti dal Corpo di Cristo. Parte di qui un periodo di cinquanta giorni- il tempo di Pasqua- che ci permette di entrare con pienezza in questo grande mistero di vita.
Il cristiano è dunque colui che nel rapporto con i fratelli, nel modo in cui chiede pace per il suo cuore, nella forma in cui nutre il suo corpo rivive in continuazione questo mistero di amore pasquale. 'Cristo è risorto! Sì, è veramente risorto', questo è il saluto che si scambiano i credenti.
marco gallo

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