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Decreto del fare: le novità in materia di riscossione


Giovedì 11, Luglio 2013
in  Consulenza legale


Il 22 giugno scorso è entrato in vigore il cosiddetto 'Decreto del fare', ovvero il D.L. n. 69 del 21.06.2013, il quale ha introdotto alcune novità in materia di riscossione e in particolare in tema di dilazione dei pagamenti, pignoramento immobiliare e espropriazione.


In materia di dilazione delle somme dovute al Fisco, il D.L. 69/2013 concede al contribuente la possibilità di chiedere a Equitalia una rateazione per un periodo massimo di 120 rate mensili. Per ottenere la dilazione suddetta il contribuente deve trovarsi in uno stato di grave difficoltà finanziaria connesso all'attuale crisi economica. Inoltre devono ricorrere due ulteriori condizioni: è necessario che sia accertata l'impossibilità di assolvere il debito secondo il piano di dilazione ordinario, ovvero quello già previsto precedentemente di 72 rate mensili; in secondo luogo è necessaria da parte di Equitalia una valutazione positiva in merito alla solvibilità del contribuente.


Un'importante novità è quella legata alla decadenza della dilazione. Se prima il debitore decadeva dal beneficio della rateazione degli importi dovuti al Fisco qualora non avesse versato due rate consecutive, ora la norma prevede la decadenza della dilazione se il contribuente non paga otto rate anche non consecutive. Se il contribuente decade dal piano di dilazione accordato l'intero debito viene richiesto, eventualmente mediante espropriazione, e non potrà più essere oggetto di rateazione.


Dopo 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, Equitalia puó effettuare il pignoramento dei beni immobili del contribuente. Il 'Decreto del fare' ha trasformato questa procedura di espropriazione immobiliare meno invasiva: innanzitutto, per procedere ad espropriazione immobiliare, è necessario che sia stata iscritta l'ipoteca e che siano passati sei mesi senza che il contribuente abbia pagato il proprio debito con il Fisco. Poi Equitalia non potrà più pignorare la casa di abitazione del contribuente, a patto che tale immobile sia l'unico posseduto dal debitore e che questi effettivamente abbia lì la propria residenza anagrafica. Infine l'espropriazione immobiliare puó avvenire solo se il debito verso Equitalia supera i 120mila euro.


Per quanto riguarda l'espropriazione del cosiddetto 'quinto' dello stipendio, invece, il D.L. 69/2013 ha previsto l'applicazione del quinto solo per stipendi superiori ai 5mila euro, di un settimo per stipendi tra i 2.500 e i 5mila euro e di un decimo per stipendi inferiori ai 2.500 euro mensili.


dott. Mario Clericuzio

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