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Delfino d'oro a Bersani


PREMIATO PER L'IMPEGNO ALLA CULTURA - Riconoscimento dalla città di Carmagnola

Giovedě 23, Dicembre 2010
in  Valle Maira



VALLE MAIRA – Lunedì scorso il Comune di Carmagnola ha consegnato la più importante onorificenza cittadina, il 'Delfino D'Oro 2010' intitolato alla cultura, ad Alberto Bersani. Classe 1930, madre valmairese e padre carmagnolese, Bersani è nome autorevole nel panorama cultura piemontese.


Dopo la brillante carriera universitaria e lavorativa (alla FIAT e all'ANFIA, Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche, alla Confindustria di Roma), da vent'anni ricopre incarichi di responsabilità in organizzazioni culturali.


«La famiglia, la scuola e il lavoro – spiega Bersani- sono le fonti della mia vocazione culturale».


Assieme ad un'innata passione.


Capo delegazione FAI Cuneo dal 1993 al 2010, Presidente del Centro Studi Giovanni Giolitti di Dronero, Presidente per dieci anni del Consiglio dei Seniors di Torino, Consigliere Centrale della Società Dante Alighieri (fondata da Giosuè Carducci nel 1889). Tutti tasselli di una 'cultura' variegata che «non si limita al complesso di nozioni – spiega- ma si associa ad una più vasta rete di valori spirituali ed intellettuali».


Legami che lo riportano anche alla società montanara degli acciugai valmairesi. Quarant'anni fa acquista casa in Borgata Castellaro di Celle Macra («Una delle cose più belle che ho fatto in vita mia», commenta). Torna in val Maira e nella seconda metà degli anni '80 è Consigliere in Comune e Assessore in Comunità Montana.


«Delega al Turismo – ricorda-: oggi più che mai vuol dire cultura».


Attualmente è Presidente della Pro Loco Seles di Celle Macra. Ed è importante sentir dire dal Bersani che «mi considero parte della valle non solo perché è bella ma perché c'è cultura». Sono parole di speranza in un contesto nero.


«La situazione italiana esprime un grande travaglio ed è motivo di molte preoccupazioni – spiega-. Mancano linee direttrici, valori fondamentali che possono fare da guida nei momenti turbolenti. Nello specifico, tagliare senza distinguo i fondi alla macchina culturale italiana è un suicidio».


«Camminiamo – aggiunge- sull'orlo dell'abisso».


roby bianco

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