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Dichiarazione di successione: come redigere un testamento


Giovedì 13, Novembre 2014
in  Consulenza legale


Per capire come impostare una Dichiarazione di Successione è fondamentale capire se esista o meno un testamento e se questo sia valido. Esistono infatti diverse tipologie di testamento a seconda della forma in cui il defunto aveva deciso di redigerlo, sempre che quest'ultimo l'abbia fatto.


Il testamento è definito dal Codice Civile come un atto revocabile con il quale ciascuno dispone, nel momento in cui cesserà di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse; fondamentale è dunque che il testamento sia redatto da persone capaci di intendere e volere in quel momento e che venga redatto con una certa forma personalmente dal diretto interessato, altrimenti il testamento in questione puó essere annullato. Il testamento puó essere redatto nelle seguenti forme:


- 'olografo': redatto in forma scritta, datato e sottoscritto interamente a mano da parte del testatore;


- 'segreto': redatto in forma scritta, a mano o con mezzi meccanici (computer o macchina da scrivere), datato e sottoscritto a mano dal testatore e consegnato al notaio di fiducia alla presenza di due testimoni; il notaio redigerà un atto scritto di ricevimento, datato e sottoscritto dal notaio stesso, dal testatore e dai due testimoni;


- 'pubblico': scritto dal notaio, a mano o con mezzi meccanici, che mette in forma scritta le dichiarazioni di ultime volontà dettategli dal testatore alla presenza di due testimoni; l'atto deve essere datato e sottoscritto dal notaio, dal testatore e dai due testimoni.


Da un punto di vista prettamente pratico sicuramente il testamento olografo è il meno costoso, ma sicuramente le altre due tipologie sono le più tutelanti per il testatore ed i suoi eredi. Nel caso in cui esistano più testamenti è valido solamente quello con la data più recente; il testamento che non contiene i requisiti sopra citati è da considerarsi nullo.


Nel testamento devono essere presenti le indicazioni contenenti le persone designate per succedere al defunto nel suo patrimonio. E' necessario precisare che esiste la cosiddetta 'quota di legittima' spettante a coniuge, figli (legittimi, naturali o adottivi) ed ascendenti legittimi che hanno diritto di ricevere una quota del patrimonio anche contro le volontà del defunto; tali quote variano a seconda delle situazioni familiari e nel caso in cui la quota di legittima non sia rispettata, l'erede che si ritiene leso ha il diritto (e non l'obbligo) di avere la quota a lui spettante tramite l'azione detta di 'riduzione'.


Geom. Davide Galfrè

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