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Dolore e crostate: l'amore anticipante


Giovedý 23, Gennaio 2014
in  Libera-Mente


Certi giorni sembrano studiati apposta per ricordarci quanto il dolore sia parte integrante della vita. Qualche volta è sufficiente cominciare con un brutto sogno e l'illusione di un sereno ritorno alla realtà, ma, purtroppo, è solo questione di attimi. È come se la zavorra che abbiamo lasciato riposare per otto ore di buio fosse inesorabilmente puntuale a ripiombarci sulle spalle quando i piedi toccano terra. Nell'aria, il sentore che quella giornata ci riserverà pessime sorprese. Il teatro della mente sta lentamente allestendo la scena di un film che si rivelerà drammatico, mentre tutto, lentamente, prende forma.


Il fallimento di una prova importante, la perdita di un amico, una diagnosi infausta, la delusione nei confronti di chi reputavamo differente, il mancato riconoscimento per le nostre fatiche, i sacrifici, le ore spese a discapito di istanti preziosi che magari non avremo mai più la possibilità di rivivere, al fianco delle uniche persone che lo meriterebbero davvero. Realizzare improvvisamente che forse, da domani, non basterà più il nostro lavoro per sfamare i nostri figli. Che non siamo più quelli di ieri. Che quella che chiamavamo 'Famiglia', da oggi, non sarà che lontano ricordo di malinconia e solitudine...


La giornata volge al termine. È tempo di tornare a casa. Già, ma cos'è per te casa?


'In quei giorni è un rifugio di silenzio. Ho così tanto da fare che non ho tempo per pensare. Meglio non fermarmi. Devo lavare, stirare, mettere in ordine... Guardare i quadri alla parete... Sfogliare pagine del mio passato... Anzi, no, mi preparo una crostata. Me la mangio tutta. E poi... Beh, poi è di nuovo ora di tornare al lavoro'.


'Io invece apro la porta e mi invade un profumo di crostata che non ti dico. Siamo sposati da tempo. Mi guarda con occhi tremanti tutta trepidante in attesa della mia degustazione. Del mio parere che non puó essere quello di un esperto. E' molto buona. Brava. La mia giornata domandi? Cos'è per me casa? Beh è quello. Mangio quella crostata che spinge lentamente il male che ho incontrato in fondo allo stomaco. A tacere. È sempre stato così. Forse quello è il suo modo di starmi vicino'.


'Cos'è per me casa in quei giorni? Salgo lentamente le scale trascinando gli ultimi brandelli di me e la trovo là, affaccendata a preparare le ultime marmellate d'autunno. Nel suo bacio in fronte sento il calore di un'attesa silenziosa. Nei suoi occhi intenti a scrutarmi e mai a giudicare, tutta l'esperienza di una vita che ha percorso il dolore che il mio volto le sta raccontando e che ha già fatto suo. Sa cosa sto provando, ma non ha la presunzione, nè tantomeno si arroga il diritto di strapparmelo dal cuore. Quella sofferenza è mia. Mi serve per crescere. Sarà la corazza di fronte alle battaglie del tempo. Lei sta semplicemente al mio fianco, come forse molti amici, molte mamme e papà, molte nonne sanno fare... In quei momenti avrei voglia di una crostata, oltre che di piangere. Sento di poterlo fare. Proprio mentre sto cominciando ad aprire il mio cuore, eccola... Era lì. Per me. Ci sarebbe stata comunque. Anche se non fossi passato di lì e non l'avessi mai mangiata. Già..., perchè quella non è casa mia...'.

Fabio Borghino

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