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Domenica 1 maggio


Giovedì 28, Aprile 2016
in  Il Vangelo della Domenica


È un brano dei discorsi di addio di Gesù, riportati dall'evangelista Giovanni nel contesto dell'ultima Cena. Gesù confida agli Apostoli i suoi ultimi pensieri, come un testamento spirituale, prima di lasciarli. Il testo di oggi insiste sul fatto che la fede cristiana è tutta incentrata sul rapporto con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Chi ama il Signore Gesù accoglie in sé Lui e il Padre e grazie allo Spirito Santo accoglie nel proprio cuore e nella propria vita il Vangelo. Qui ci è indicato il centro da cui tutto deve partire e a cui tutto deve condurre: amare Dio, essere discepoli di Cristo vivendo il Vangelo.
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola». Non è un ordine ma una constatazione: se tu ami il Signore, prenderai la sua parola come detta per te, scritta per te, e diventerà cosa tua. Viceversa, se tu non ami il Signore, quella parola non ti accenderà mai il cuore e, pur credendo di esserlo, tu non vivrai mai da credente. Solo l'amore mette le ali. Un detto medievale ripete: 'I giusti camminano, i sapienti corrono, gli innamorati volano'. L'amore e solo l'amore mette l'energia, la luce, il calore, la gioia in tutto ció che fai ...e ti pare di volare.
«Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». Dio, il 'misericordioso', cerca casa, e la cerca proprio in me. Forse non saró per lui mai vera dimora, saró povera grotta, ma lui mi chiede soltanto di essere ospitale, perché Dio non si merita, si accoglie. E per accoglierlo devo imparare a pensare a lui, a parlargli dentro di me, ad ascoltarlo nel segreto, altrimenti la mia casa interiore rimarrà vuota.
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace». Pace è la pienezza di ogni bene, non è solo fine delle guerre, sicurezza dai nemici, è l'armonia con tutti ció che esiste. Essa è l'unica che vince la paura, la nostra nemica più grande, e ci dà la certezza che il male e la violenza non vinceranno mai, perché Gesù mi lascia, mi dona la 'pace'.
«Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ció che io vi ho detto». Gesù è una parola che non si cristallizzerà mai in sillabe e parole, in formule e libri; lo Spirito renderà continuamente 'viva' questa presenza che apre il cuore all'amore, nel coraggio della pace, dentro le strade sempre nuove dei percorsi della storia. È lo Spirito di Dio che abita la Chiesa e ogni credente, perché sappiano rispondere in maniera creativa ad ogni nuova sfida. La vita del discepolo è memoria del Signore. Nel dono dello Spirito Santo non è memoria di concetti o trattati di teologia, ma 'memoria vivente', come vivente è lo Spirito donato. Memoria, perché vive oggi e nell'oggi, la carità di Gesù, la sua capacità di donarsi, di offrirsi in dono agli altri.
Buona domenica.

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