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Domenica 1 marzo


Giovedì 26, Febbraio 2015
in  Il Vangelo della Domenica


Il vescovo mons. Tonino Bello diceva che la Trasfigurazione è 'una feritoia che ci fa coraggio, che ci fa capire che al di là della scorza, al di là delle cose, c'è la luce della Risurrezione'.


Fu dopo la risurrezione di Cristo, infatti, che i discepoli riuscirono a capire il significato straordinario di quella straordinaria esperienza. Gesù aveva donato loro il privilegio di 'sbirciare' oltre, là dove si disegna nella luce indescrivibile la storia vera dell'uomo e di Dio.


«Li condusse su un alto monte». Quante volte capita di assistere, nelle giornate terse, allo stupendo spettacolo del sole che inizia ad illuminare la vetta del Monviso, inondandolo di luce che lo dipinge di meravigliose tonalità di colore; o alla fine della giornata quando per ultima è ancora quella vetta ad accogliere i raggi del sole. La montagna è la terra dove si posa il primo raggio e indugia l'ultimo, la terra che si innalza nella luce, la più vicina al cielo, quella che Dio sceglie per parlare e rivelarsi. Infatti lassù appaiono Mosè ed Elia, gli unici che hanno veduto Dio. Se desidero incontrare la 'luce', il mio cammino ha bisogno di passi che lasciano la pianura dell'ordinario e salgano le montagne del silenzio e dell'ascolto.


«Rabbì, è bello per noi essere qui». Quando riesci a far esperienza della luce, il primo gesto (la radice della fede) è lo stupore e la sensazione che 'è bello' gustare quella presenza, quei colori, quei profumi. La quaresima oggi è un invito a mettersi in cammino verso luoghi di ascolto, verso luoghi di 'eucaristia', nuova e perenne Trasfigurazione. E noi, avvolti dalla nube di Dio, ci riempiamo di luce, gustandola come primizia del nostro destino, faro che guida il faticoso remare quotidiano nel mare dei limiti, delle sofferenze, delle incomprensioni, dei successi passeggeri, degli amori delusi, delle notti improvvise... quel mare, via della croce, che Gesù ha attraversato, con la fiducia di chi già intravede le prime luci dell'alba di Pasqua.


«Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!». È l'amato che inizia i cuori alle strade dell'amore, dove soltanto cammina la luce. Se l'ascolto, cammino nella fede e la vita diventa 'splendente'.


Avere fede è scoprire, insieme con Pietro, la bellezza del vivere. Avere fede è ridare gusto a ogni cosa che faccio, al mio svegliarmi al mattino, ai miei abbracci, al mio lavoro. Tutta la vita prende senso e si illumina ...dopo aver sbirciato per un attimo dentro il Regno, forza possente che apre finestre di cielo.


Buona domenica.

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