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Domenica 11 settembre


Giovedý 8, Settembre 2016
in  Il Vangelo della Domenica


La liturgia di oggi ha una delle pagine più belle del vangelo: le tre parabole della misericordia. Accoglierle in questo anno santo è un dono ancora più speciale.
La pecora perduta, la dramma ritrovata, il figlio prodigo (nella forma breve sono lette solo le prime due): siamo dei 'cercati' da Dio, nessuno è dimenticato, nemmeno se si allontana o si perde o si ribella. Che meravigliosa rivelazione del volto del Padre. È così il nostro Dio! Egli usa l'amore non a partire da ció che la persona merita o non merita (guai a noi se fosse così), ma da ció che ogni persona è davanti ai suoi occhi: un figlio, una figlia, amato, amata, da rispettare, da attendere, da accogliere, con cui far festa!
Se nelle prime due parabole è il Signore che va a cercare chi si è 'smarrito', la pecora e la moneta, perché se nessuno va a cercarle si perdono per sempre; nella terza è il figlio, lui stesso che decide di allontanarsi, e al padre non resta che continuare ad amarlo e ad attenderlo sull'uscio di casa, e corrergli incontro buttandosi in un abbraccio incantevole, rivestirlo di tutta la sua dignità di figlio, invitarlo al banchetto della festa, il 'regno'. Anche chi non si allontana fisicamente (il fratello maggiore) ma decide di rimanere fuori, per gelosie o invidie o incomprensioni o pregiudizi, anche lui è invitato al medesimo banchetto, alla festa del 'regno' che è preparata da Dio per tutti!
Nessuna pagina al mondo raggiunge come questa il centro del nostro vivere, nessuna lascia trasparire come questa il cuore stesso di Dio.
Questo Padre buono non vuole una casa abitata da 'figli servi' (obbedienti e scontenti), ma da figli liberi, gioiosi e amanti.
Questo Dio della parabola non emana verdetti, non condanna e non assolve, non gli interessa giudicare; il suo sguardo si posa mai per primo sul nostro peccato, ma sempre sulla nostra sofferenza, per guarirla. Non c'è miseria al mondo in cui possiamo essere caduti, dalla quale non sia possibile essere rialzati, perché cercati e coccolati dall'amore del Padre.
Ecco l'esperienza della Misericordia. Passando da quella 'porta santa' capiremo la vita, potremo gustarla, ne diventeremo testimoni gioiosi e credibili.
'Padre, sono ben cosciente di non esserne degno, ma mi prendo lo stesso il tuo abbraccio. Mi perdo, scappo, non capisco, sono presuntuoso... ma sono tuo figlio. Grazie di essere Padre così, in modo davvero divino'.
Buona domenica.

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