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Domenica 12 giugno


Giovedì 9, Giugno 2016
in  Il Vangelo della Domenica


Gesù mi chiede di non vergognarmi mai di essere 'innamorato' di lui! Il fariseo che ha invitato Gesù a casa sua non ha capito nulla di Dio: si intestardisce a considerarlo un giudice di chi sbaglia, un padrone che paga in proporzione ai meriti guadagnati con l'osservanza di qualche precetto o di qualche pratica religiosa. Gesù gli annuncia una santità diversa. Gli mostra che chi ha sbagliato e non puó vantarsi di una sua presunta 'giustizia' è paradossalmente più vicino alla verità: la 'giustizia' non è una conquista dell'uomo, ma un dono gratuito di Dio! È una questione d'amore. Accolto nel cuore. Gesù incontra una donna peccatrice e si lascia avvicinare da lei, e addirittura le rimette i peccati, dicendo: «Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Gesù è l'incarnazione del Dio Vivente, Colui che porta la vita, di fronte a tante opere di morte, di fronte al peccato, all'egoismo, alla chiusura in se stessi. Gesù accoglie, ama, solleva, incoraggia, perdona e dona nuovamente la forza di camminare, ridona vita. In tutto il Vangelo noi vediamo come Gesù con i gesti e le parole porta la vita di Dio che trasforma.
E' l'esperienza della donna che unge con profumo i piedi del Signore: si sente compresa, amata, e risponde con un gesto di amore, si lascia toccare dalla misericordia di Dio e ottiene il perdono, inizia una nuova vita. Dio, il Vivente, è misericordioso! Incontrare questo Dio Misericordioso cambia la vita. Quella donna lo aveva incontrato in Gesù e aveva ascoltato le sue parole, tutto in lei era cambiato, era avvenuto il miracolo. Come esprimere la sua gioia? Con i gesti che il suo affetto, il suo cuore, la sua sensibilità di donna le suggerivano: il profumo, i baci, i capelli sciolti, le lacrime. Gesti che Gesù capisce immediatamente e accoglie, mentre sconcertano e scandalizzano gli altri. Il suo pianto non è per il rimorso dei peccati, ma per la gioia di sentirsi finalmente amata e perdonata, anche lei capace di futuro, capace di un amore nuovo e più grande.
Tutti siamo ugualmente debitori davanti a Dio, debitori di un amore infinito. Ma chi si lascia toccare dalla tenerezza di Dio, non ha paura di essere perdonato, cioè amato infinitamente, questi impara ad amare. E più ti lasci gratuitamente perdonare, più sentirai la necessità di amare; meno permetterai al perdono di Dio di toccarti, meno scoprirai la gioia dell'amore.
La donna ha amato, tanto, male, facendosi del male, ma ha amato. A Dio basta. Lui, che è l'Amore, riconosce l'amore anche quando è fatto a pezzi, è fragile, è disperato. Dio va dritto all'essenziale: guarda dentro, al desiderio, al dolore, alla verità. Quell'amore è l'origine del perdono, e il perdono che Dio dà smuove l'amore, puro, grande, misericordioso.
Tutti siamo perdonati e amati. Chiamati a costruire il sogno di Dio: una comunità di persone che hanno sperimentato nella propria vita la tenerezza del Padre e, perció, diventano capaci di perdono e di misericordia.
Buona domenica.

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