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Domenica 14 giugno


Giovedý 11, Giugno 2015
in  Il Vangelo della Domenica


Nel riprendere il cammino del Tempo Ordinario, ritroviamo l'evangelista Marco, uomo dell'essenziale, di ció che è necessario e sufficiente per diventare buoni discepoli del Maestro. Due parabole, quelle raccontate da Gesù, per dirci la bellezza della vita, per vincere le nostre paure, per farci alzare gli occhi a Colui che getta il seme... alla mano da cui arriva e al dono che quella mano posa.


Ma è bello partire dall'ultima annotazione dell'evangelista: «in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa». Non è facile accogliere un messaggio che, pur nella semplicità della parabola, è così controcorrente e impegnativo. Sono necessari silenzio, preghiera, dialogo con Cristo 'in privato' e ascolto spirituale, per accogliere la luce di queste splendide piccole parabole. Proviamo anche noi a fare così, mentre ci accingiamo ad ascoltarle.


Cosa e come è il regno di Dio? ...è come quando un uomo semina: Dio è il buon seminatore, egli immette in noi e nella creazione tutta le sue energie sotto forma di germe, di seme. Il compito del terreno, il nostro, è di accogliere e accudire quei semi vitali di Dio perché possano giungere a maturazione.


A volte chiediamo qualche 'grazia' al Signore, e come risposta lui ci mette in mano un pugno di sementi, da far fiorire.


E poi, proprio come avviene nei campi, il seme germoglia per sua forza interiore: le cose di Dio, le cose buone germogliano, nel mondo e nel cuore, sempre.


Spesso genitori ed educatori delusi si lamentano: ho cercato di insegnare la fede ai miei figli, ma non mi hanno seguito. Dove ho sbagliato? Innanzitutto nessuno sa ció che accade nell'intimo di una persona. E poi i figli non sono vuoti, anche in loro il seminatore ha gettato il seme... ma forse cercano persone credibili, più di maestri che ripetono la lezione. E poi, come dice il vangelo, se tu hai seminato buon grano, che tu dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce, perché la forza è nel seme e non nel seminatore.


Allora, come ci insegna Gesù nelle parabole, anche noi abbiamo il compito di seminare tenacemente e con fiducia, sempre. Bando a tristezze e lamentazioni sui tempi difficili, sui figli che non ascoltano, sulla perdita dei valori... Proviamo a seminare con fiducia granelli di onestà, granelli di dignità, granelli di ottimismo, granelli di bontà. E scommettiamo sulla potente energia delle cose buone, delle cose di Dio. Mentre il nemico semina morte, noi come contadini pazienti e intelligenti pensiamo a seminare buon grano. Tutta la nostra fiducia è in questo: Dio è all'opera, in silenzio e con piccole cose, destinate a spaccare anche le rocce, a perforare gli asfalti. Perché il regno di Dio è così...


Buona domenica.

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