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Domenica 15 febbraio


Giovedì 12, Febbraio 2015
in  Il Vangelo della Domenica


Venne da Gesù un lebbroso... La prima lettura (dal libro del Levitico) ci fa capire chi era allora un lebbroso e quale gesto 'fuorilegge' ha fatto quel giorno avvicinandosi a Gesù. Il lebbroso è un uomo malato incurabile, considerato un maledetto da Dio, escluso dalla famiglia e dalla convivenza sociale, relegato nel suo male, solo, 'impuro'. Quel giorno quel lebbroso rompe il muro, si avvicina, chiede a Gesù di spezzare la sua solitudine.


Quell'uomo forse sono io, anche se non malato fisicamente, sono io con il peso dei miei limiti, difetti, incertezze, indifferenze, errori, peccati, cattiverie... Ma io ho il coraggio di riconoscere il bisogno di Gesù? So di essere 'lebbroso'? ho il coraggio di rompere il muro e presentarmi da Lui? Spesso la cultura dominante tenta di dirci che è sbagliato sentirci peccatori, crearci sensi di colpa, batterci il petto: si tratta di tabù, di ingerenze indebite nella mia libertà, di inibizioni da superare. Allora, non è necessario andare da Gesù, ma da psicanalisti o nuovi maghi della serenità cosmica. Eppure, oggi quel lebbroso dice a me che non devo aver paura della coscienza dei miei limiti, del bisogno dell'incontro vero e personale con Dio, non devo aver paura di inginocchiarmi davanti a Lui, per chiedere perdono, per poter essere rialzato.


«Se vuoi, puoi purificarmi!» diceva. 'Se vuoi...' Il lebbroso si appella al desiderio di Dio: tu vuoi quello che mi dicono gli scribi o vuoi guarirmi? Lo so, non merito nulla, ma ho fame di pietà e di compagnia. A nome di tutti noi, il lebbroso domanda: ma qual è la volontà di Dio? Che cosa vuole dall'immenso pianto del mondo? Forse ho un dubbio, come tutti i lebbrosi, come tutti i sofferenti: che Dio voglia il sacrificio delle sue creature, e che sia il dolore a dare gloria a Dio? È il dubbio che 'i sapienti' d'oggi ripetono: il corpo di lebbra o di dolore è volontà di Dio, suo castigo, volontà di un Dio malvagio!


Gesù dice la parola ultima e immensa che rivela il cuore di Dio: «Lo voglio, sii purificato!». Questa è la sua volontà. Allora non c'entra nulla l'incolpare Dio dei mali e delle sofferenze. 'Lo voglio': Dio vuole figli guariti, purificati! Dio è guarigione, non ha creato la morte, né la lebbra, né la guerra. Egli stende la sua mano e tocca la mia, la nostra solitudine, lotta con me, si coinvolge con me, rialza in me la vita, anche quella offesa dal peccato, dall'errore, dalla malattia...


Il lebbroso guarito, che grida a tutti la sua gioia, è l'immagine bella del cristiano e della comunità credente, che proclama le meraviglie del Dio che salva! È il cristiano chiamato al coraggio e all'umiltà della fede, da vivere sempre, in ogni ambiente, come testimonianza di quell'amore che, solo, guarisce dalla solitudine, puó rialzarci, puó farci risorgere alla vita!


Buona domenica.

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