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Domenica 16 aprile


Giovedì 13, Aprile 2017
in  Il Vangelo della Domenica


Alla fine della notte, al mattino presto una donna, Maria di Magdala... pellegrina.
Colei che tanto aveva amato Gesù e che desiderava recarsi al sepolcro per le ultime devozioni verso chi l'aveva rigenerata ad altra vita, da chi l'aveva amata e che ora non c'è più. Per lei non c'è più, ma non perché lo crede risorto, ma perché sa che è morto. 
Eppure al termine del suo pellegrinaggio mattutino trova la pietra rotolata via: il sepolcro è vuoto. 
Alla fine della notte, domenica prossima al mattino ci saremo anche noi.... Anche noi pellegrini. Pellegrini alla ricerca di chi ha cambiato la nostra vita, o di chi vorremmo che la cambiasse, il cui volto, la cui fisionomia è a noi ben chiara. Spesso abbiamo in mente cosa o chi apporterebbe la nostra salvezza, la sua propria fisionomia, abbiamo bene in mente il programma del nostro pellegrinaggio, le nostre tappe già ben programmate per i prossimi anni,  con il rischio di trovare deluse le nostre aspettative.
Alla fine della notte, al mattino anche noi pellegrini dopo un tempo quaresimale che ci ha fatto percorrere giorni di preparazione, in una conversione più o meno riuscita. Ma dopo tutto questo cammino, arriviamo davanti ad un sepolcro vuoto.
Quale, allora, la buona notizia di questa domenica? 
Alla fine della notte, al mattino la buona notizia è che il Cristo, Colui tanto amato, desiderato, atteso, non c'è! Egli non abita una sola esperienza, una sola situazione, un solo luogo, un sepolcro ben delimitato, circoscritto, che, anche se nuovo, è sempre un sepolcro, luogo dove ció che è custodito è destinato ad imputridire. Non c'è, perché si è fatto pellegrino per noi, con noi. Questa la buona notizia della risurrezione che ci raggiunge! 
È Lui, Dio, il vero pellegrino alla ricerca della sua creatura amata, che non si lascia trovare definitivamente in nessun luogo, perché impegnato a trovarci in tutti i luoghi del nostro vagabondare. Ieri, oggi, sempre!
Gesù ha abitato la vita quotidiana, la vita familiare, la vita ordinaria della cittadina di Nazareth, la vita del nostro ordinario. Gesù ha abitato i momenti di festa, le riunioni fraterne, l'amicizia. Gesù ha abitato i luoghi di deserto e le piazze. Gesù ha abitato le discussioni o situazioni di tensione con i farisei, ha abitato la malattia avvicinandosi a lebbrosi, ciechi, storpi, indemoniati, Gesù ha abitato le situazioni di peccato frequentando le case dei peccatori. E ultima, ha abitato la morte, luogo che nessuno dei vivi ha abitato. 
Così Egli ci ha preceduto e continua a precederci, perché non potesse esistere più nessun luogo dove Lui sia assente, dove sentirci o essere abbandonati, separati da Lui, e perché in ogni luogo potessimo essere salvati, da ogni luogo riscattati, ultima la morte, che in Cristo non ha avuto la sua ultima parola, poiché Cristo con la sua morte ha sconfitto la morte, poiché Egli è Risorto... e noi con Lui! 
Auguri di buona Pasqua!

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