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Domenica 17 gennaio


Giovedì 14, Gennaio 2016
in  Il Vangelo della Domenica


Con le tante situazioni difficili, tragiche, dolorose che c'erano in Israele, Gesù comincia i 'segni' del nuovo regno da una festa di nozze. È questo, dunque, il volto di Dio? A lungo siamo stati tentati di pensare che Dio non amasse la nostra gioia, anzi, siamo addirittura giunti a pensare che proprio da Dio arrivava la sofferenza. Sì, nel dolore Dio ci accompagna, ma non è lui a portare il dolore. Lui benedice la vita. Il suo volto è sempre di benedizione!


Quella festa di Cana è un invito del Signore a gustare i momenti di gioia: un amore, un'amicizia, il ritrovarsi; ma anche piccoli gesti di piacere e di gioia: un bicchiere di vino buono con gli amici, la buona salute del corpo, la bellezza incantevole di un tramonto o di un'armonia musicale... lì c'è dentro sempre Lui. Dio vuole la gioia degli uomini, la apprezza, si lascia coinvolgere, proprio come una mamma o un papà con il figlio amato.


Gesù pone il primo dei suoi 'segni' in una festa, una festa di nozze, perché il primo segnale da seguire nelle strade della vita è l'amore, forza capace di riempire di miracoli la terra. E sarà così tutta la vita di Gesù. Nel disegno nuovo che a Cana inizia appena, è lui lo sposo che celebrerà le nozze con l'umanità. La 'festa' avrà il suo culmine quando 'giungerà la sua ora', quando, sul Calvario, manifesterà tutto l'amore dando la vita per la sposa, quando dal suo costato trafitto sgorgherà 'sangue e acqua'. Chissà che emozione e che gioia per i discepoli, dopo il mattino di Pasqua, rendersi conto che proprio lì a Cana, dentro quel miracolo così particolare e strano, essi hanno iniziato il loro cammino di fede!


Due sono gli elementi che riempiono il primo 'segno' di Gesù: il vino e l'acqua. Il vino in tutta la Bibbia è segno dell'alleanza, nella festa e nell'amore; se viene a mancare significa che la vecchia alleanza si sta trascinando e ha bisogno di nuovo soffio. Ma il vino viene a mancare anche nell'esperienza quotidiana della fede dubbiosa, del cuore stanco, dell'amore a rischio. Quante volte ci viene a mancare quel vino che dà qualità alla vita. Come uscirne? Il vangelo suggerisce due condizioni. La prima: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». È la tenerezza e fortezza di Maria a indicare la strada: «Fate!». Il vangelo non va solo ascoltato, va 'fatto'! La seconda: «Riempirono fino all'orlo» le anfore. Solo acqua posso portare, eppure Lui la vuole tutta, vuole le anfore piene fino all'orlo. Quando le sei anfore della mia umanità, dura e povera, come la pietra e l'acqua, saranno offerte a lui, colme fino all'orlo, sarà lui a trasformare questa povera acqua nel migliore dei vini, senza misura e senza alcun mio merito.


Anche se pensi di avere già finito il tuo vino migliore, lui, per te, ne ha ancora, ed è migliore di quello che avevi tu. Fidati della sua Parola e trasformala in gesti, senza paura.


Buona domenica!

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