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Domenica 17 luglio


Giovedì 14, Luglio 2016
in  Il Vangelo della Domenica


In questa pagina le uniche protagoniste insieme a Gesù sono due donne, sono le donne.
Partiamo da un particolare del racconto, messo in bella evidenza dall'evangelista: «Maria, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola». Quella posizione ha un valore ben preciso: stare seduti ai piedi del maestro voleva dire essere a pieno titolo riconosciuto tra i suoi discepoli. Ora, nessun maestro avrebbe mai accettato una donna fra i suoi discepoli. Dicevano i rabbini: «È meglio bruciare la Bibbia che metterla in mano a una donna». Nella mentalità molto radicata nei costumi del popolo ebraico e per certi versi ancora nei primi tempi delle comunità cristiane (le indicazioni di san Paolo nella prima lettera ai Corinti al capitolo 14 sono un esempio molto chiaro), la posizione sociale e religiosa della donna era molto marginale, anzi, emarginata. Ecco, allora, quanto 'rivoluzionario' sia l'atteggiamento di Gesù: accetta l'ospitalità da parte di una donna e addirittura accoglie una donna tra i suoi discepoli. Un rabbi che entra nella casa di due donne, sovranamente libero di andare dove lo porta il cuore. Che significa? È l'inizio del mondo nuovo: tutti i pregiudizi e tutte le discriminazioni fra uomo e donna vengono denunciati e superati da Gesù. La casa di Betania diventa l'icona delle nostre case. Lì Gesù entra, lì la casa diventa tempio, lì, se viene invitato, accolto, ascoltato, se puó sedere alla mensa del quotidiano, senza pregiudizi o paure, lì Gesù si ferma, maestro di vita e d'amore.
Ma c'è anche la risposta 'misteriosa' di Gesù a Marta: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta». Per prima cosa occorre chiarire che non si tratta di un rimprovero per chi si da da fare e un elogio per chi non fa niente. Gesù affettuosamente raddoppia il nome e non contraddice il servizio ma l'affanno. Marta non viene rimproverata perché lavora, ma perché si agita, è ansiosa, si affanna per tante cose e, soprattutto, perché si impegna nel lavoro senza aver prima 'ascoltato la Parola'. A tutti Gesù ripete: Attento a un troppo che è in agguato, a un troppo che puó sorgere e ingoiarti, attento a un troppo che affanna. Troppo lavoro, troppe cose, troppo correre. Marta, dice Gesù, prima la persona, poi le cose. A Gesù dispiace che Marta sia 'ridotta' al ruolo di serva. Tu, le dice, sei molto di più. Tu non sei le cose che fai; tu puoi stare con me in una relazione diversa, non solo di scambio di servizi. Perché Dio non cerca servitori, ma amici, non cerca delle persone che facciano delle cose per lui, ma gente che si lasci fare delle cose dentro di sé. Lascia entrare Gesù in te, lascialo parlare e operare in te. E fioriranno anche le tue mani.
Buona domenica.

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