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Domenica 18 dicembre


Giovedì 15, Dicembre 2016
in  Il Vangelo della Domenica


A grandi passi ci avviciniamo al Natale, ed ecco che in questa domenica siamo accompagnati dalla figura di Giuseppe, uomo mite, uomo di Dio, di poche parole ma di una capacità di ascolto grande.
La liturgia ci offre la possibilità di meditare sull'annuncio dell'Angelo fatto a Giuseppe, e forse grazie a lui soffermarci a meditare sulle possibili dinamiche che possono innestarsi quando la vita divina vuole irrompere nelle nostre vite e nei nostri cuori.
Giuseppe si trova in una situazione imbarazzante. La sua promessa sposa si trova incinta e secondo la legge tale donna doveva essere accusata pubblicamente. Combattuto dall'osservanza della legge e dal rispetto verso Maria cerca una via semplice per risolvere la situazione complicata. Decide di fare un passo indietro, un passo discreto che, al tempo stesso salvi lui dalla situazione difficile e non accusi pubblicamente Maria.
Invece l'intervento dell'Angelo lo invita a guardare oltre, a vedere la situazione con orizzonti nuovi, con lo sguardo di Dio che apre sempre nuove strade, sempre nuove prospettive, generando nuova vita, generando salvezza. La logica e l'agire di Dio non sempre corrispondono alla logica e all'agire dell'uomo, sia pure esso giusto.
L'Angelo invita Giuseppe ad accogliere Maria in casa sua, lo incoraggia a far entrare nella sua vita questa realtà così scomoda, questa situazione contrariante perché ció che è generato da questa circostanza ha la sua origine in Dio, 'il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo'. È questa una osservazione da non lasciar scivolare via senza attenzione! Per Giuseppe l'accogliere Maria e la sua gravidanza 'fuori gli schemi' è riconoscere che tutto ció viene da Dio, è per lui occasione per contemplare l'agire di Dio nella sua vita, e al tempo stesso opportunità offerta a tutta l'umanità di accogliere il Dio che è venuto a salvare il suo popolo. Per far questo l'onnipotenza di Dio ha bisogno dell'adesione dell'uomo. Tutto dipende dalla risposta di Giuseppe, dal farsi coinvolgere ed accettare di accogliere questa nuova vita, di mettere il nome al bambino, un nome che significa la sua missione: 'tu lo chiamerai Gesù: egli salverà il suo popolo dai suoi peccati'.
Così anche a noi puó capitare di trovarci in situazioni contrarianti, in relazioni faticose, in momenti difficili, nei quali la reazione istintiva è quella di trovare una via di fuga, una soluzione umanamente accettabile.  Allora l'invito dell'angelo potrebbe essere anche per noi: 'non temere perché ció che è generato in questa situazione, in quella relazione difficile, viene dallo Spirito Santo' e, come Giuseppe, anche noi potremo dare a quell'episodio un nome che riconosce la salvezza per noi, per chi ci sta accanto, potremmo pronunciare sulla nostra vita quel nome di Emmanuele, riconoscendo il Dio che abita i nostri giorni, la nostra quotidianità, che conduce le nostre vite per la salvezza di tutti.

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