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Domenica 18 ottobre


Giovedý 15, Ottobre 2015
in  Il Vangelo della Domenica


Le espressioni usate dai figli di Zebedèo ci appaiono un po' esagerate, eppure racchiudono il senso di gran parte delle nostre stesse preghiere quotidiane: chiediamo al Buon Dio di fare le cose che gli stiamo chiedendo. E il Signore ci presta ascolto, proprio come fa Gesù con quei due fratelli.


L'oggetto della richiesta, peró, parte da una buona misura di 'incoscienza': «Voi non sapete quello che chiedete». E spiega: ogni tua preghiera deve 'passare attraverso' di me; cioè: tu devi percorrere i miei sentieri, posare i tuoi piedi dentro le orme mie... e sai che significa? L'entusiasmo fa dire: sì, noi berremo al tuo calice, ci immergeremo nel tuo battesimo. E Gesù li rassicura, profetizzando la loro conversione, cammino che ripartirà nuovo il mattino di Pasqua, si rivestirà del fuoco della Pentecoste, li spingerà nel vento della testimonianza. Ma, in realtà ora essi non capiscono. E nemmeno gli altri dieci, che leggono la loro preghiera come un meschino desiderio di potere. Gesù, allora, li chiama a sé, gesto di tenerezza e pazienza (fa sempre così quando noi non capiamo), e disegna il progetto del potere con i colori del servizio.


«Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore». Gesù non dice che non bisogna cercare il potere, egli insegna che la 'differenza cristiana' sta nel modo di viverlo. Molte volte, anche tra i cristiani, c'è l'idea che il potere non debba essere cercato, quasi addirittura disprezzato. Oggi, qui, Gesù afferma che il potere puó essere un modo di servire l'uomo, di aprirgli strade di autentica libertà. 'Essere grandi' è un sogno e una promessa di Gesù per ogni uomo e ogni donna, fieri, liberi, regali... capaci di prendersi cura del crescere degli altri, della loro liberazione e promozione. Allora, per esempio, l'impegno 'politico' come impegno per l'uomo c'entra con il Vangelo? Sì, ma dentro le categorie e i colori del servizio dell'uomo.


Il modello è Gesù, colui che «non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». La più sorprendente di tutte le definizioni di Gesù. Parole da vertigine: Dio è il mio servitore! Egli non tiene il mondo ai suoi piedi, è inginocchiato Lui ai piedi delle sue creature! È il Dio che mi ha creato per amarmi e servirmi, qui e per sempre. A servizio della mia felicità.


E se Dio è mio servitore, 'servizio' è il nome vero e felice delle mie giornate, della mia famiglia, dei miei pensieri e gesti di amore... dell'aurora di una civiltà nuova.


Buona domenica!

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