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Domenica 2 aprile


Giovedì 30, Marzo 2017
in  Il Vangelo della Domenica


Signore, ecco colui che ami è malato!
Questa sono le parole che le sorelle di Betania mandano a dire a Gesù.
Una frase che non è semplicemente una comunicazione di una situazione di fragilità ma un appello che le donne rivolgono a Gesù perché si lasci coinvolgere dalla loro situazione. 
Marta e Maria si esprimono caricando la notizia di tutta la componente affettiva: 'colui che tu ami...'. Non una persona qualsiasi, ma proprio l'amico. 
La malattia che avanza non è una minaccia solo per Lazzaro. Ció che Marta e Maria vedono come minacciata è la relazione tra loro e il fratello, e tra Lazzaro e Gesù. La posta in gioco è altissima... non è solamente un bene personale, ma un bene vitale, poiché tutti sappiamo bene che senza relazioni non potremmo vivere. Malattia, morte, ma in fondo anche il peccato, l'egoismo, ogni forma di chiusura che mette fine ad ogni relazione, priva l'uomo della vita.
E Gesù, a Marta, lo dice chiaramente, è Lui la sorgente della vita, separarsi da Lui è  morte, restare uniti a Lui è vita.  
'Io sono la risurrezione e la vita, chi crede in me non morirà in eterno... credi questo?' Il Signore accompagna Marta a fare una professione di fede, non solo in una risurrezione che verrà alla fine dei tempi, ma anche in una vita che Egli è venuto a portare già sin da ora. 
Questa domanda oggi il Signore la rivolge anche a noi. Crediamo che Lui è la risurrezione e la vita anche per noi? La relazione con Dio, minata e rovinata dal peccato, puó essere sempre ristabilita, non per nostro merito o con un nostro impegno, ma al tempo stesso non senza un nostro desiderio di lasciarci salvare, di voler che questa relazione sia stabilita.
Da parte sua, il Signore non è indifferente riguardo alla nostra sorte. Come Lazzaro, anche noi siamo coloro che 'Egli ama', coloro per i quali Egli ha donato se stesso. 
Lui, buon pastore, va in cerca di noi pecore perdute, si commuove profondamente per le situazioni di morte nelle quali ci andiamo ad infilare e si adopera per chiamare 'le sue pecore, ciascuna per nome, per condurle fuori' (Gv10,3), così come ha chiamato per nome Lazzaro ad uscire fuori dal sepolcro.
Da parte nostra invece semplicemente la disponibilità a rispondere a questo appello, ad alzarci e uscire fuori,  a lasciarci sciogliere le bende dalla misericordiosa disponibilità della comunità che si stringe attorno a Lazzaro e le sorelle di Betania.
Il Vangelo di questa domenica è peró anche un invito per tutte le comunità. Come le sorelle di Lazzaro, anche noi non possiamo restare indifferenti a tanti nostri fratelli e sorelle nella fede che si trovano in situazioni di malattia o morte spirituale e credo allora che siamo invitati a fare nostre le parole di Marta e Maria: 'Signore coloro che tu ami sono malati!' con lo stesso affetto e la stessa misericordia che ha animato la loro intercessione. Allora la 'risurrezione' della nostra vita e della vita dei fratelli aumenterà la gioia della Pasqua. 
Buona domenica!

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