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Domenica 22 febbraio


Giovedì 19, Febbraio 2015
in  Il Vangelo della Domenica


È iniziata la Quaresima. È un'opportunità di riflessione profonda sui misteri della nostra umanità, toccata dalla presenza fortissima, anche se mai invadente, di un Dio che si propone come 'salvezza'! Con un percorso, di cuore e di vita, che ha bisogno di 'conversione'. In questo tempo, oggi, noi abbiamo la possibilità di incrociare la 'vicinanza' di Dio, dentro le parole, i gesti, la persona stessa di Gesù Cristo.


'Convertitevi', cioè: cambiate strada. Questa espressione non è la richiesta di obbedienza, ma è l'offerta di un'opportunità: 'Cambia strada, io ti indico la via per le sorgenti, ti porto dove il cielo è più vicino, dove c'è la casa della pace, dove il volto di Dio è luminoso, dove ogni uomo è fratello...'.


Tre sono le piste che la comunità cristiana da sempre indica per questo cammino spirituale della quaresima: pregare, digiunare, donare. Anche se non riesco a percorrerle tutte tre bene, basta cominciare da una... portano tutte alla meta del Regno.


Pregare. La preghiera è la forza del cristiano e di ogni persona credente. Nella debolezza e nella fragilità della nostra vita, noi possiamo rivolgerci a Dio con fiducia di figli ed entrare in comunione con Lui. Dinanzi a tante ferite che ci fanno male e che ci potrebbero indurire il cuore, noi siamo chiamati a tuffarci nel mare della preghiera, che è il mare dell'amore sconfinato di Dio, per gustare la sua tenerezza. Una preghiera più intensa, più prolungata, più assidua.


Digiunare. Dobbiamo stare attenti a non praticare un digiuno formale, o che in verità ci 'sazia' perché ci fa sentire a posto. Il digiuno ha senso se veramente intacca la nostra sicurezza, e arriva a portare un beneficio per gli altri. Il digiuno comporta la scelta di una vita sobria, nel suo stile; una vita che non spreca, una vita che non 'scarta'. Digiunare ci aiuta ad allenare il cuore all'essenzialità e alla condivisione.


Donare. Nel vangelo ascoltato mercoledì scorso, Gesù usa il termine 'elemosina', essa indica la gratuità del dono, perché nell'elemosina si dà a qualcuno da cui non ci si aspetta di ricevere qualcosa in cambio. La gratuità dovrebbe essere una delle caratteristiche del cristiano, che, consapevole di aver ricevuto tutto da Dio gratuitamente, cioè senza alcun merito, impara a donare agli altri gratuitamente. Oggi tutto si vende e si compra, tutto è calcolo e misura. L'elemosina ci aiuta a vivere la gratuità del dono, che è libertà dall'ossessione del possesso, dalla paura di perdere quello che si ha, dalla tristezza di chi non vuole condividere con gli altri il proprio benessere.


'Credete al vangelo!', gridava Gesù: fidatevi della lieta notizia, accogliete la proposta di Dio e il regno dei cieli, che è 'vicino', diverrà vostro, costituirà la parte più intima del vostro essere!


Buona domenica.

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