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Domenica 22 maggio


Giovedì 19, Maggio 2016
in  Il Vangelo della Domenica


Trinità, questo il 'titolo' della solennità di oggi, domenica dopo Pentecoste. Una parola, un dogma, troppo difficile da capire, anzi impossibile, ma nello stesso tempo parola che emana profumi di libertà perché assicura che Dio non è solitudine, Dio è infinito movimento di amore, Dio è 'luogo' di continui abbracci, incontri, reciprocità, superamento di sé, Dio è comunione!
Al di là dei faticosi e per lo più incomprensibili distillati di pensiero, delle pesanti elucubrazioni accademiche per far coincidere in Dio il tre e l'uno, Trinità parla di sapienza del vivere: se Dio si realizza solo nella comunione, allora deve essere solo così anche per l'uomo.
In principio, cioè alla sorgente di tutto c'è la relazione di amore, da dove sgorga e in cui scorre l'unica acqua della vita e per la vita. Il senso di tutte le cose, di tutto ció che esiste, è la comunione.
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso». Gesù se ne va aprendo al futuro ancora da scrivere, un lungo ed esaltante cammino per il quale promette una guida meravigliosa: «Lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità», la verità intera. Lo Spirito fa nascere e germogliare cuori e strade di Vangelo, vero e intero.
Siamo discepoli non perché esecutori di ordini, ma inventori di strade nel vento dello Spirito. La verità tutta intera di cui parla Gesù non consiste in trattati e formule più precise, in concetti o ragionamenti più raffinati, ma in una 'sapienza del vivere' disegnata e custodita nella vicenda terrena di Gesù e che lo Spirito rivela e ridisegna con ciascuno di noi. Una sapienza che è il segreto per essere pienamente uomini, pienamente donne: la comunione d'amore. L'uomo o è relazione d'amore o non è.
Al termine di una giornata di lavoro puoi anche non aver mai pensato a Dio, né pronunciato il suo nome... ma se hai amato, se ti sei lasciato amare, se hai procurato gioia a qualcuno, se hai messo un mattone di comunione, tu hai 'recitato il credo' nella Trinità.
Entrare nella danza delle relazioni di comunione è entrare in Dio, è permettere a Dio di mettere dimora in te. Sant'Agostino dice: 'Se vedi l'amore, vedi la Trinità'.
Ecco, allora, perché la festa della Trinità è come uno specchio del mio cuore profondo, del senso ultimo e vero di tutto l'universo. Davanti alla Trinità io mi sento piccolo, ma abbracciato dal mistero di cui 'per grazia' faccio parte. Piccolo ma abbracciato proprio come un bambino. Abbracciato da un vento che porta suoni, profumi, forza di Dio, in cui naviga tutto il creato; vento che mi chiama ad entrare senza paura nel suo cammino, la comunione. Che bello sapere che fare il segno della croce è una straordinaria indicazione per la mia esistenza concreta quotidiana.
Buona domenica.

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