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Domenica 24 aprile


Giovedý 21, Aprile 2016
in  Il Vangelo della Domenica


Gesù proclama la pienezza della sua missione: donare totalmente la vita per amore, perché l'uomo, ogni uomo, tutto l'uomo possa avere la salvezza, non per i meriti propri ma per dono gratuito e uniti laterale di Dio. Questa è la 'glorificazione' del Padre in Gesù! Possibile comprendere una realtà così per noi? No. È naturale che anche i discepoli non riuscirono a capire... fu solo un altro 'dono', lo Spirito promesso da Gesù, a svelare la verità di questo mistero d'amore e di salvezza, che passa dentro la passione morte e risurrezione del Figlio dell'uomo.
Giuda ha appena consumato nel cuore la decisione di tradire ed esce dal cenacolo degli amici di Gesù. Proprio allora, incredibilmente, Gesù, che ben conosce il cuore del suo 'amico' Giuda, dice che si sta realizzando la sua 'glorificazione'. Ora che Giuda è andato a tradirlo, Dio mostrerà quanto lo ama, mostrerà qual è la misura del suo amore: un amore che non ha misura, l'amore, primo e unico comandamento che ridona vita alla terra e a noi stessi.
Ci accorgiamo che viene proclamata una verità sconvolgente: quando faccio l'esperienza del non amore, della violenza, del rifiuto e del buio non devo scoraggiarmi, ma credere che proprio allora Dio 'attiva' per me il suo amore senza misura, l'amore che è dono totale di sé nella morte e risurrezione di Gesù Cristo, quell'amore che è la 'gloria' del Padre.
Allora, ecco perché non puó che essere l'amore l'unico 'comandamento' che Gesù consegna ai suoi. Un amore che sia 'come' il suo. Non ci dice di amare 'quanto' lui, non ci riusciremmo mai. Ci dice di amare 'come' lui, di un amore che abbia quelle caratteristiche, quei colori, quei profumi: il perdono, la tenerezza, la forza del servizio, la disponibilità del sacrificio, la tenacia del sorriso, lo sguardo senza pregiudizi, la mano tesa che aiuta a rialzare, il cuore che soffre con chi soffre, l'anima che prega per attingere continuamente dal Padre l'acqua limpida di quell'amore...
«Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Noi sappiamo che non sono i frutti che fanno vivere l'albero, tuttavia i frutti sono i segni che l'albero è vivo. E' difficile amare, perdonare, servire... ma è da questo che la nostra identità cristiana e di Chiesa sarà chiara, a noi stessi e al mondo. Dall'amore dobbiamo essere conosciuti ...non dalle devozioni, non dai segni esteriori, non dalle organizzazioni. Non è il campanile più alto o la processione più lunga che fa bella una parrocchia, ma sono le relazioni sincere di amore e di comunione che i cristiani si impegnano seriamente a vivere tra di loro e con chi sta loro accanto ogni giorno.
Buona domenica.

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