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Domenica 24 dicembre 2017


Venerdì 22, Dicembre 2017
in  Il Vangelo della Domenica


La notte di Natale risuonerà l'annuncio degli angeli, annuncio della nascita del Salvatore, il Cristo Signore, ma è curioso che l'evangelista Luca, che ama precisare dettagli, luoghi e persone, non ci riporta il nome di Gesù. 
All'inizio di questo Vangelo sono riportati i nomi dei grandi della terra, Cesare Augusto, imperatore, Quirinio, governatore della Siria. Ci sono anche i nomi di Giuseppe e di Maria, persone sicuramente più semplici e comunque aperte alla grazia del Signore. Ma l'evangelista non ci riporta il nome di Gesù... curioso, no?! Ci dice chi è: il Salvatore, il Cristo Signore, ma non il suo nome. Perché questa dimenticanza? Ci suona ancora più strano poiché a Natale celebreremo il ricordo di una nascita, e cosa c'è di più normale se non chiamare il neonato con un nome? 
A pensarci bene, peró, un nome non serve tanto alla persona che lo porta, ma serve piuttosto agli altri per entrare in relazione. E così chiamare per nome Gesù è riconoscerlo vivo, presente a se, è manifestare il desiderio di entrare in relazione, è farlo nascere negli orizzonti della propria vita. 
Pensiamo al nome di una persona amata... anche se questa non fosse presente, cosa suscita quando lo pronunciamo? Non è un qualcosa che ci lascia indifferenti, ma al semplice pronunciare il suo nome, la rendiamo presente nella nostra vita, nel nostro pensiero, nel nostro cuore, e il sentimento si accende, si cerca la relazione.
Forse allora Luca non menziona il nome di Gesù perché attende che siamo noi a pronunciarlo, oggi, dopo 2000 anni, per farlo nascere nuovamente, per renderlo presente nella nostra vita e dunque in questo nostro mondo. E in questo non possiamo delegare nessuno.
Davanti al presepe allora, davanti alla grotta di Betlemme, nel silenzio di quella santa notte e di tutte le notti della nostra vita invochiamo il nome di Gesù, per farlo rinascere nella nostra vita, per ridare vita alla relazione con Lui. Invochiamolo, interroghiamolo e guardiamo a lui in tutte quelle situazioni che necessitano un discernimento, che hanno bisogno di consiglio; invochiamolo quando abbiamo bisogno di crescere nel 'potere' dell'amore, un 'potere' che è disarmato e che disarma; invochiamolo quando abbiamo bisogno di un padre che ci genera nuovamente nella vita o quando a sua immagine siamo chiamati a esercitare una paternità, a generare alla vita quanti ci sono stati affidati; invochiamolo su noi e su quanti ci sono intorno, su questa umanità e su questo mondo che tanto ha bisogno di pace, della Sua Pace, della Pace che è Lui! 
Allora veramente ogni giorno sarà Natale, ogni giorno sperimenteremo la gioia di un Padre misericordioso, della Sua presenza nella nostra vita, allora con stupore gioia e riconoscenza gusteremo la presenza dell'Emmanuele, il Dio con noi! 
Auguri di cuore per un santo Natale a tutti voi!
padre Emanuele Marigliano

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