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Domenica 25 ottobre


Giovedì 22, Ottobre 2015
in  Il Vangelo della Domenica


Siamo un po' tutti come il figlio di Timeo, tutti dei cercatori di luce. È così che il buon Dio ci ha plasmati: con la voglia infinita di 'vedere', di gustare la bellezza, di sentire il profumo dell'infinito, di sprofondare negli abbracci dell'affetto e dell'amore. Per questo siamo, come Bartimeo, dei mendicanti, seduti ai bordi delle nostre strade, mentre la vita, che ci scorre a fianco, da sola non ci soddisfa. Mendicanti ciechi. E lì, accanto ai nostri naufragi, passa il Signore. Bartimeo alza la voce sopra il rumore della folla, grida la sua speranza: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Un grido. Ma trova il muro della folla. Sono i colleghi, i soci in affari e anche gli amici che, magari in buona fede, mettono ostacoli, invitano a tacere, suggeriscono di lasciar perdere i temi della fede, sorridono... Ma anche coloro che accompagnano Gesù possono costituire un impedimento per chi cerca di accostarsi alla luce del vangelo; si mettono di traverso con le loro parole difficili, 'teologiche', con i loro sermoni moralistici, con i loro comportamenti 'scandalosi'... e ti tengono Gesù 'lontano', e tengono te lontano da Gesù. Pare impossibile, eppure è accaduto a Gerico, e continua ad accadere oggi. Ma Bartimeo, lui non si scoraggia, è uno che non molla. Dobbiamo fare come lui, non rassegnarci al buio, non cedere alle folle che chiudono il passaggio, non accontentarci di una vita a tentoni. Il peggio che ci possa accadere è di innamorarci della nostra cecità, o del nostro mendicare, seduti ai bordi della vita. E Gesù lo chiama, ha compassione. E nella compassione, nella voce che lo accarezza, Bartimeo comincia a guarire. Esce dal suo naufragio umano perché qualcuno si è accorto, si è fermato, ha fermato tutti gli altri per lui, lo tocca con la voce, ha ascoltato le sue ferite, la sua tenebra, la sua angoscia. La guarigione di Bartimeo si fa irruente, balza in piedi, getta il mantello, lascia ogni sostegno, per avanzare senza vedere, le mani avanti, verso quella voce che lo chiama. Guidato, orientato solo dalla parola di Cristo che vibra nell'aria. È il nostro modello, di noi che ci orientiamo senza vedere, che camminiamo nella vita senza certezze assolute, fidandoci solo delle vibrazioni della Parola di Dio, captata con l'ansia e la finezza del cuore. «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Parla un Dio che non è il padrone, ma il servitore della vita: dimmi che cosa tu vuoi. «Signore, che io veda!». E che cosa mai vuole vedere? Non soltanto i paesaggi o i volti, il cercatore di luce vuole vedere una strada. 'E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada'. Bartimeo vede Gesù, vede la sua via, il suo Vangelo, e sarà per lui lampada dei suoi passi. Sia oggi il nostro miracolo.


Buona domenica.

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