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Domenica 25 settembre


Giovedì 22, Settembre 2016
in  Il Vangelo della Domenica


La pagina della prima lettura di oggi, parola viva del profeta Amos, denuncia: «Guai agli spensierati di Sion e a quelli che si considerano sicuri» ... distesi su letti d'avorio mangiano, bevono, cantano, si divertono e non si curano dei problemi degli altri. Parole dure, ma che ci mettono in guardia da un pericolo che tutti corriamo. Davanti agli occhi è posato con energia per tutti anche oggi il rischio dell'adagiarsi, della comodità, della mondanità nella vita e nel cuore, dell'avere come centro il nostro benessere. È questa la verità della parabola che Gesù oggi ci propone. Perché è la stessa esperienza del ricco del Vangelo, che indossava vestiti di lusso e ogni giorno si dava ad abbondanti banchetti; questo era importante per lui. E il povero che era alla sua porta e non aveva di che sfamarsi? Non era affare suo, non lo riguardava. Se le cose, il denaro, la mondanità diventano centro della vita ci afferrano, ci possiedono e noi perdiamo la nostra stessa identità di uomini. È significativo il fatto che il ricco del Vangelo non ha nome, è semplicemente 'un ricco'. Le cose, ció che possiede sono il suo volto, non ne ha altri. Come puó succedere questo? Come mai gli uomini, forse anche noi, cadiamo nel pericolo di chiuderci, di mettere la nostra sicurezza nelle cose, che alla fine ci rubano il volto, il nostro volto umano? Questo succede quando perdiamo la memoria di Dio, diventiamo, come denunciava il profeta, 'spensierati di Sion'. Gesù, al ricco che intercede per i fratelli, perché faccia vedere loro un miracolo e così si convertano, dice: 'Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro', come a dire: solo la Parola ascoltata e accolta apre occhi e cuore e cambia la vita. Non sono i miracoli a cambiare la nostra storia o la mia vita. La terra è già piena di miracoli, ma noi non abbiamo occhi, la terra è già piena di profeti, ma noi non abbiamo orecchi. Non sono le apparizioni a cambiare il cuore: 'hanno i Profeti, hanno il Vangelo - dice Gesù - ascoltino quelli!'. Se questo manca, tutto si appiattisce, tutto va sull'io, sul mio benessere. La vita, il mondo, gli altri, perdono la consistenza, non contano più nulla, tutto si riduce a una sola dimensione: l'avere. Se perdiamo Dio, anche noi stessi perdiamo consistenza, anche noi ci svuotiamo, perdiamo il nostro volto come il ricco del Vangelo! Chi corre dietro al nulla diventa lui stesso nullità. Noi siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio, non a immagine e somiglianza delle cose, degli idoli! Il vero contrario dell'amore non è l'odio, ma l'indifferenza. Il peccato più grande che possiamo fare è di non fare il bene. Aiutaci Signore a vivere l'amore con gesti concreti di attenzione, amicizia e solidarietà nei confronti dei Lazzari che vivono accanto a noi.
Buona domenica.

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