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Domenica 26 aprile


Giovedì 23, Aprile 2015
in  Il Vangelo della Domenica


Un pastore che 'dà' la vita per le sue pecore! Sentita così appare un'affermazione esagerata. Eppure è una parola su cui Gesù gioca tutta la sua vita, fino in fondo. E nulla e nessuno lo obbliga a farlo, egli dona la vita come decisione del cuore. Così ne diventa 'padrone' e puó dare e riprendere la vita, come un grande, unico, splendido cerchio e gioco d'amore.


«Io do la mia vita»: offrire la vita non significa per prima cosa morire, perché se il pastore muore le pecore sono abbandonate e il lupo rapisce, uccide, vince. Gesù dice che dà la vita prima di tutto come la vite dà linfa al tralcio; egli è, con il Padre, l'autore della vita, l'ha inventata ma soprattutto la scrive, in ogni momento, sillaba per sillaba, sulle tavole della mia carne. Egli è linfa divina che mi fa vivere e respira in ogni mio respiro, egli è pane che mi fa ogni giorno sfamato di cielo. E alla fine, per amore è disposto a lasciarsi inchiodare alla croce, per amore!


Gesù afferma di essere l'unico ad amarmi veramente come sono e per quello che sono, l'unico a cui importo veramente, non come ai mercenari cui interessa solo il mio consenso o il profitto che da me puó venire loro. Gesù no, egli mi ama gratis. Il suo amore senza condizioni è vero e serio: sceglie di donare la sua vita, non vi è costretto, lo desidera e lo fa, perché davvero mi ama...


Il Vangelo si chiude con una frase solenne: «Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio». Non un comando ma 'il' comando, quello di offrire, di donare. E 'dare la vita' è regalare il segreto della vita. Anche noi siamo chiamati ad amare, a convertire il nostro cuore, a imparare ad amare gratuitamente, a prendere sul serio le parole di Gesù, a riferirsi a lui nelle scelte quotidiane, ad amare e amarci come lui ci ha chiesto, a vivere da 'buoni pastori'. Siamo tutti pastori di un pur minimo gregge, la nostra famiglia, gli amici, coloro che si affidano a noi. A loro siamo chiamati a ripetere: tu mi importi per quello che sei, tu per me sei importante. Dare la vita oggi vuol dire, forse prima di tutto, dare del nostro tempo, che è la cosa più preziosa: 'La rosa è importante perché le dai tempo', diceva il 'Piccolo principe' di Saint-Exupéry. Dare tempo, attenzione, sguardo negli occhi, ascolto attento... Dare amore è dare vita, e se non diamo vita attorno a noi, entriamo nella malattia. Se non diamo amore, un'ombra invecchierà il cuore. L'asse della storia è il dono, e ogni uomo per stare bene deve dare.


Alcuni fratelli sono chiamati da Dio e dalla comunità a 'dare la vita' rendendo presente il Cristo nel ministero della Parola e nella celebrazione dell'Eucarestia e del Perdono. Sono i preti. Con tutti i loro difetti e i loro limiti, essi si sentono chiamati ad imitare e rendere 'visibile' il Buon Pastore. Oggi, giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, preghiamo per i nostri preti e vogliamo loro bene ...belli o brutti, giovani o anziani, simpatici o scontrosi. Aiutiamoli a camminare con noi sui sentieri del Vangelo e, se riusciamo, non giudichiamoli male ...perché il mistero di quella chiamata non venga banalizzato dalla superficialità.


Buona domenica.

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