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Domenica 26 febbraio


Giovedì 23, Febbraio 2017
in  Il Vangelo della Domenica


Non preoccupatevi!
È questo il cuore della buona notizia di questa domenica, è questo l'atteggiamento proprio del discepolo, di chi vive consapevolmente l'essere figlio di Dio. E Gesù lo ribadisce, lo ricorda, quasi mettendo in guardia da possibili deviazioni che, piuttosto che farci vivere da figli, rischiano di ridurci in schiavitù.
Non preoccupatevi del mangiare e del bere, del vestire,  insomma non preoccupatevi della vostra vita... ma cosa significa questo invito? È forse un invito a vivere passivamente, in un disimpegno volto ad attendere che, tutto ció di cui abbiamo bisogno, cada dal cielo? Oppure è un vivere con disprezzo e distanza le cose create, nel rischio che queste prendano il posto di Dio?
Non credo che il Signore ci inviti a vivere in modo disincarnato, disprezzando quanto è stato dato come nostro nutrimento, come nostra vita. E neppure ci invita al disimpegno. Anzi!  Nel libro della Genesi, leggiamo che all'uomo, creato ad immagine di Dio, viene affidato il giardino di Eden affinchè lo custodisse e lo coltivasse. Ogni uomo è chiamato ad essere corresponsabile, a lavorare per guadagnarsi di che vivere, a costruire una società giusta, ma stando attenti a non perdere dal proprio orizzonte uno sguardo di fede che sa riconoscere la paternità di Dio sulla vita e sulla storia di ciascun uomo e ciascuna donna... la vita non dipende dal nostro sforzo, dal nostro impegno, dai nostri risultati.
Gesù, con semplicità e in modo diretto, smonta ogni illusione: 'chi di voi, per quanto si preoccupi (o per quanto si affanni) puó allungare anche di poco la propria vita?'. La vita è donata e non si puó guadagnare, accumulare o mettere da parte. Rischierebbe semplicemente di marcire come la manna che, nel deserto, alcuni israeliti misero da parte, anche solo per previdenza. Il Signore ci invita a vivere in una dinamica di provvidenza e non di previdenza, ossia in una dinamica che riconosce in Lui, la sorgente della Vita.
Siamo chiamati ad  'occuparci' e non a 'preoccuparci', ad impegnarci nell'oggi, come ne siamo capaci, senza preoccuparci affannosamente del domani. Ma quale allora la nostra occupazione?  Gesù ci dice chiaramente: 'Cercate il Regno di Dio e la sua giustizia'.
Cercare il Regno è vivere pienamente la nostra quotidianità avendo un occhio vigile nello scoprire i segni della presenza di Dio e facendo della nostra vita, del nostro lavoro, delle nostre attività non il fine, ma occasione di rendimento di grazie al Padre, da cui tutto proviene.
Cercare la giustizia del Regno è cercare di vivere pienamente l'esigenza propria dell'instaurarsi del Regno, ossia l'esigenza della condivisione perché tutto quanto mi è dato, non è perché io lo accumuli in luoghi dove 'tarma e ruggine consumano', ma perché lo condivida con i fratelli che attendono da Dio, forse attraverso le mie mani, ció di cui vivere.
Buona Domenica!

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