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Domenica 26 luglio


Giovedý 23, Luglio 2015
in  Il Vangelo della Domenica


L'unico miracolo presente in tutti quattro i vangeli: deve essere stato considerato dagli apostoli come un 'evento' che dice molto, o forse tutto, del Vangelo e della vita 'evangelica' dei discepoli.


È un segno, una fessura di mistero, un evento decisivo per comprendere Gesù e per vivere come Lui. Gesù dice: io faccio vivere, io moltiplico la vita, io dono senza misura. A quella generosità, si lega la nostra, come esigenza di sequela e di abbondanza di vita.


È significativo che il testo del vangelo non parla di 'moltiplicazione' (come usiamo chiamare noi questo miracolo) ma di 'distribuzione'.


Ecco: per una misteriosa regola divina, quando il 'mio' pane diventa il 'nostro' pane, in quel momento accade il miracolo. La sorpresa è che la fame non termina quando mangio a sazietà il mio pane, ma quando condivido il poco che ho. Al contrario, la fame comincia proprio quando tengo stretto per me, per me solo, il mio pane.


Ci dice Gesù che tutti abbiamo qualcosa da dare, anche se poco, e il nostro dono non è mai insignificante... quel dono diventa il lievito, lievito di condivisione, fermento di generosità.


L'agire di Gesù è espresso dal vangelo di oggi con tre verbi: prese il pane, rese grazie, distribuì. Verbi che richiamano immediatamente l'eucaristia.


Verbi che possono fare anche della mia vita, della nostra vita, un vangelo: accogliere- rendere grazie- donare. Noi non siamo i proprietari, i padroni delle cose. Se ci consideriamo tali, le profaniamo: profaniamo l'aria, la terra, l'acqua, i fiori, il pane, la dignità dell'uomo e della donna (ce lo richiama ancora con chiarezza il Papa nella sua ultima Enciclica). Tutto ció che incontriamo non è nostro, è vita che viene da prima di noi e che va oltre noi.


Ricordiamo che non saremo mai felici se non impariamo ad accogliere e benedire (i fratelli, il pane, Dio, la vita, la bellezza, l'amore) e poi a condividere. Sono queste le tre sorgenti di felicità.


Questo è la nostra eucaristia di ogni giorno, la nostra comunione di ogni domenica: ricevere, ringraziare, donare.


Buona domenica!

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