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Domenica 29 gennaio


Giovedì 26, Gennaio 2017
in  Il Vangelo della Domenica


Beati! felici voi!
Questa è la parola che ci accompagna in questa domenica! Una parola che, sulla bocca di Gesù, compare ben nove volte e che non puó passare inosservata. Una parola che Gesù rivolge ai suoi primi discepoli, all'inizio del suo ministero pubblico. 'Beati voi!' sembra dunque il cuore del messaggio che è venuto a portare, l'essenziale da ritenere.
Beati! Felici voi! È curioso peró notare come Gesù sembri  voler proclamare questa parola sotto voce, non alla folla che lo cerca... 'Vedendo le folle, Gesù sale sul monte' sembra allontanarsi e permettere solo ai suoi discepoli di avvicinarsi ed ascoltare il suo insegnamento.
Cosa di così segreto, cosa di così nascosto da doverlo annunciare ad un gruppo sparuto di sempliciotti?
Si annuncia una beatitudine! Ma certo sembrerebbe trattarsi di una felicità scomoda. Gesù annuncia beati i poveri, gli affamati e assetati di giustizia, beati coloro che piangono, beati coloro che sono perseguitati... dove trovarvi felicità in questo? È un annuncio di una beatitudine che puó essere compresa solo da chi ha un orecchio attento.
La splendida pagina delle beatitudini, a volte chiamato come il nuovo decalogo in opposizione a quello che, su un altro monte, Mosè riceve e consegna al popolo d'Israele, non è un trattato di etica, un manuale di comportamento da mettere in pratica per essere felici.
Certamente rimaniamo sconcertati se associamo la beatitudine al pianto, all'afflizione, alla persecuzione, alla povertà. Invece Gesù proclama le beatitudini per mettere in luce, agli occhi dei discepoli, la novità di vita che nasce da una nuova relazione.
Solo chi entra in relazione con il Padre, puó comprendere la bellezza e la profondità di questo annuncio! Sul monte Gesù comincia a prospettare che questa beatitudine è propria di chi si scopre figlio di Dio, una beatitudine che viene non perché si è nel pianto, ma perché si scopre che c'è un Padre che consola, non perché si ha fame e sete di giustizia, ma perché si sperimenta che c'è un Padre che fa giustizia, non perché si è perseguitati ed odiati, ma perché c'è un Padre che prepara un regno, una casa.
Il dono è più grande della prova, la meta è più bella della fatica che si sperimenta nel cammino, e ció che si presenta come ostacolo e pietra di inciampo si rivela alleato, opportunità, porta d'accesso.
Infatti ció che puó apparire diminuzione di vita o povertà puó risultare in fondo occasione per preparare uno spazio sempre più grande per Dio che ci ama e che vuole salvarci, ció che puó sembrare una ferita, alla fine puó rivelarsi una feritoia, un passaggio attraverso la quale Dio entra nelle nostre vite!
Allora saremo veramente beati...  e se purifichiamo il nostro sguardo, ci rendiamo conto che forse lo siamo già ora!
Il Signore ci doni una povertà di spirito, perché possiamo preparare il nostro cuore ad accogliere il Regno, il Signore ci doni un cuore puro, che sia in grado di contemplare l'opera di Dio e il Suo passaggio nelle nostre vite!
Buona domenica!

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