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Domenica 29 maggio


Giovedý 26, Maggio 2016
in  Il Vangelo della Domenica


La festa del Corpus Domini, festa del corpo di Cristo offerto come pane, dice che il senso della vita è il dono di sé: unica strada per una felicità che sia di tutti.
Il vangelo di oggi inizia con il racconto che sempre riassume Gesù: egli parla a tutti del Regno di Dio e guarisce tutti coloro che hanno bisogno di cure. Gesù è così, annuncia che Dio è regno d'amore, è mani che curano le piaghe dell'uomo, e lo conferma con azioni concrete, fisiche, che toccano il corpo. D'altra parte si è 'fatto carne' proprio per assicurarci che a lui non interessa solo un'anima, una mente, un pensiero, ma l'uomo intero nella sua concretezza di storia, di gioie, di bisogni, di strade, di rapporti, di lacrime, di peccati, di sorrisi. Per questo uomo, egli 'dona' se stesso.
Poi si fa sera e bisogna pensare alle cose pratiche: ci sono troppe persone che sono senza mangiare, ...«congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo». Ma Gesù non manda via, non ha mai mandato via nessuno. Replica, invece, con una richiesta seria, che inverte la direzione del racconto: «Voi stessi date loro da mangiare»!
'Date!'. È un ordine che attraversa i secoli, arriva fino a me, echeggerà nel giorno del giudizio: «ho avuto fame e mi avete dato da mangiare», «...e non mi avete dato da mangiare». Dio lega la salvezza a un po' di pane donato, e la sconfitta della storia a un po' di pane negato.
Dare, donare, condividere, sono le parole che raccontano il senso della festa di oggi. Ma ho poco, troppo poco, Signore! Non importa quanto hai ma come lo usi, se con le mani chiuse per trattenerlo o con le mani aperte per condividerlo posandolo nella benedizione del Signore. Il miracolo ci penserà Lui a farlo, come sempre, ma ha bisogno del mio 'dono'.
Ed è un dono che tocca il corpo, perché Cristo ha voluto fosse proprio il suo Corpo ad essere la sua relazione più profonda con noi. L'eucaristia è festa del Corpo. Egli vuole che la nostra fede si appoggi non su delle idee, ma su una Persona, che ha condiviso tutto di me e che mi chiede oggi di assorbire di lui la storia, i sentimenti, le piaghe, le gioie, la luce.
'Vado a fare la comunione', diciamo. Invece in realtà è Cristo che vuole e viene a fare la comunione con me, è lui che 'offre' se stesso a me, è lui che mi aspetta ed è felice che io sia arrivato. Io posso solo accoglierlo, con meraviglia e stupore. Non ho nulla che sia degno di un Dio: 'dovresti guardare a qualcun altro... dovresti lasciarmi...'. Ma lui non mi ha mai lasciato, non se n'è mai andato, non mi abbandona mai. Uscendo dalla chiesa porteremo agli altri questa certezza: Dio non abbandona mai nessuno! Apri il cuore ad accogliere, e fai di te un dono: la vita ti abbraccerà.
Buona domenica.

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