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Domenica 3 luglio


Giovedý 30, Giugno 2016
in  Il Vangelo della Domenica


«Il Signore designó altri settantadue e li invió a due a due». Chi sono questi settantadue che appaiono ora e non verranno più ricordati in seguito? Il numero è certamente simbolico, e trasmette un messaggio decisivo per i cristiani. Secondo l'Antico Testamento 72 è il totale delle famiglie dei discendenti di Noè, nipoti e pronipoti. Da costoro, secondo il libro della Genesi, dopo il diluvio si dispersero le nazioni sulla terra. Ecco, allora: se dopo la distruzione Dio aveva ripopolato il mondo a partire dai pochi sopravvissuti nell'arca, all'inizio dell'era nuova della storia, Gesù desidera che tutti i popoli siano riuniti in una unica famiglia, la Chiesa, ad opera dei suoi missionari.
Questa missione non è opera individuale, ma di comunità (inviati a due a due). Lo scopo è quello di preparare le città e i villaggi alla venuta del Signore. Il compito affidato, dunque, non è quello di presentare se stessi, ma disporre menti e cuori ad accogliere Gesù Cristo nella loro vita.
Per fare questo occorre pregare 'il padrone della messe'. Questa preghiera non ha l'obiettivo di convincere Dio a inviare operai (preti e suore!) nel suo campo, ma ha lo scopo di invocare la sua Grazia perché tanti discepoli (tutti!) si lascino trasformare in 'apostoli', senza pensare che la missionarietà sia appannaggio dei consacrati, mentre è caratteristica essenziale di ogni battezzato.
Le modalità della missione, poi, sono disegnate dentro l'essenzialità e la povertà di chi sa di appartenere al Signore. I cristiani, come quei settantadue, sono chiamati a partire senza pane, né sacca, né denaro, senza nulla di superfluo, solo col cuore pieno della pace e della gioia del Vangelo, della parola che annuncia a tutti, anche a chi ti rifiuta: 'È vicino a voi il regno di Dio'.
L'unica preoccupazione è di essere infinitamente piccoli. Allora l'annunzio sarà infinitamente grande. Ecco perché saranno perseguitati: perché fanno crollare tutto un sistema di valori stabilito sul superfluo, sull'apparire, sulla competizione, sul denaro, sul vestito. Ma un uomo non vale per la quantità delle cose che possiede e neppure per quanto sia grande la sua intelligenza, l'uomo vale quanto valgono i suoi legami d'amore, quanto vale il suo cuore.
La diffusione del Vangelo non è assicurata né dal numero delle persone, né dal prestigio dell'istituzione, né dalla quantità di risorse disponibili. Quello che conta è essere permeati dall'amore di Cristo, lasciarsi condurre dallo Spirito Santo, e innestare la propria vita nell'albero della vita, che è la Croce del Signore.
Buona domenica.

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